Rimini. Omicidio Pierina, lunedì torna in aula la moglie di Louis

Trascorsi quindici giorni di silenzio “forzato”, domani Valeria Bartolucci tornerà a parlare e lo farà ancora in aula per proseguire e (in teoria) terminare la sua deposizione fiume sul banco dei testimoni, lasciata a metà davanti alla Corte d’Assise nel processo arrivato che vede il marito Louis Dassilva unico imputato dell’omicidio di Pierina Paganelli. L’infermiera riminese, sempre indagata per favoreggiamento e false dichiarazioni al pubblico ministero, dopo aver chiarito per oltre sei ore diversi punti (le telefonate ascoltate per “sbaglio” della pensionata, i suoi rapporti con Manuela Bianchi, l’incidente in moto di Louis, i vestiti da lui indossati, le scarpe non lavate, le scritte sul muro e cosa accade il giorno dell’omicidio), riprenderà rispondendo alle ultime domande del pm Daniele Paci; poi toccherà ai legali dei familiari della vittima e, infine, ai difensori del 35enne senegalese che vedono nella moglie del loro assistito l’alibi per la sera del 3 ottobre 2023.

La versione ribadita

Bartolucci, che sarà sempre accompagnata in aula dai suoi legali, Chiara Rinaldi e Antonio Petroncini («Valeria ha risposto a tutte le domande che le sono state fatte, è apparsa collaborativa e, a nostro modo di vedere, estremamente sincera, come è sempre stata»), anche nell’ultima udienza ha infatti ribadito come «quella notte mi alzai alle 2.30 per andare in bagno e vidi Louis dormire sul divano». Dassilva sarebbe quindi rimasto in casa e proprio su questo da tempo poggia forte la teoria della difesa. Nonostante pare contrasti su un passaggio che la stessa Valeria riferì alla Corte il 23 febbraio scorso. «La sera del ritrovamento di Pierina, Manuela rimase a dormire da noi - spiegò -. La mattina se ne andò prima che io mi svegliassi e senza che me ne accorgessi». Parole che però a tanti hanno fatto sorgere una semplice domanda. Dal momento che Dassilva dormì in camera da letto, lasciando le due donne vicine tra salotto e cucina, se Valeria non si è accorta che l’ex nuora di Pierina usciva di casa, come può, mentre dormiva, essere sicura di non aver sentito il marito scendere nel garage del condominio di via del Ciclamino la sera dell’omicidio? Un passaggio «che potremmo noi riaffrontare in quello che sarà il controesame della difesa - ammisero gli avvocati di Dassilva, Riario Fabbri e Andrea Guidi, fuori dal tribunale -. Nella prossima udienza ci sarà tanto da aggiungere tra quanto dichiarato dalla Bartolucci rispetto al perimetro tracciato dal pubblico ministero». Chissà se poi, conclusa la sua testimonianza, la Corte avrà tempo in questa undicesima udienza anche per sentire alcuni agenti della Scientifica di Roma, il perito fonico del pm Marco Perino e una condomina vicina della vittima, già citati (senza successo) due settimane fa.

Il Tribunale della Libertà

A proposito di dichiarazioni, domani si arriverà in aula dopo che mercoledì il Riesame ha depositato le motivazioni della sentenza con la quale, un mese fa, confermò ancora una volta la custodia cautelare in carcere per il 35enne senegalese. Secondo il Tribunale della Libertà, Manuela Bianchi non aveva alcun motivo di mentire sull’ex amante, collocandolo nel garage di via del Ciclamino la mattina del ritrovamento del cadavere della pensionata. La ritrattazione della Bianchi “risulta credibile e non viziata da ragioni utilitaristiche, come invece prospettato dalla difesa dell’imputato - si legge nelle motivazioni -, bensì è stata determinata dal venir meno di quella controspinta a dire la verità di carattere sentimentale che aveva determinato la Bianchi ad aiutare Dassilva nell’eludere le indagini a suo carico”.

Newsletter

Iscriviti e ricevi le notizie del giorno prima di chiunque altro Clicca qui