Rimini, nuovo stadio, l’ultimatum è scaduto: Aurora immobiliare replica al fotofinish

Rimini

Scadeva, ieri, il termine dei dieci giorni intimato, il 18 agosto, dal Comune ad Aurora immobiliare per inviare le osservazioni sul progetto del nuovo stadio Neri. E, ieri mattina, dopo una lunga riunione coi propri legali, il patron Ciuffarella, ha recapitato, via pec, a Palazzo Garampi, le risposte che il responsabile unico del procedimento, l’ingegnere Chiara Fravisini, attendeva.

Le problematiche

Il Comune aveva chiarito che erano «emerse serie e non formali lacune nella documentazione presentata dal soggetto privato che avevano già portato a una prima comunicazione, datata 12 maggio 2026, in cui si chiedevano indispensabili integrazioni documentali entro il 3 giugno. Tali carenze mai risolte, relative principalmente alla grave incompletezza del progetto e all’assenza di qualunque indicazione circa la sostituzione di uno dei due principali soggetti finanziatori ora in stato di liquidazione, hanno motivato la comunicazione dei motivi ostativi all’accoglimento della richiesta di un’ulteriore proroga». Erano state insomma richieste risposte sui dubbi di natura tecnica, sollevati dall’organismo comunale al progetto, e finanziari dopo l’uscita dal Raggruppamento temporaneo d’imprese (di cui Aurora è capofila) della vecchia società del Rimini calcio, in liquidazione giudiziale.

La strategia

Nessun commento giunge, però, da Roma, sede di Aurora immobiliare, a spiegazione del contenuto della documentazione fornita all’amministrazione comunale. Una strategia di comunicazione mirata a non creare polemiche o equivoci, ma a far parlare solo le carte? Vedremo e capiremo se sarà servita a convincere il Comune a dare l’ok definitivo al cosiddetto Piano A. Quello, appunto, di partenariato pubblico-privato che dovrebbe dar vita alla nuova casa biancorossa: uno stadio all’inglese da 12 mila posti, dotato di ristoranti, bar, negozi, palestre, e perfino un museo, uno store biancorosso e un parking multipiano. Un impianto operativo sette giorni su sette che potrebbe ospitare non solo le partite del Rimini calcio, della Nazionale, o gare amichevoli di squadra di serie A, ma anche fungere da contenitore per grandi concerti musicali.

Il confronto nei giorni scorsi

Ad inizio agosto, tra l’altro, Ciuffarella e il suo legale Aldo Ceci, (ex direttore Affari legali del Frosinone calcio), avevano avuto uno confronto in video-chiamata di circa un’ora col direttore generale della nuova Rimini calcio, Massimiliano Alvisi, proprio per parlare del futuro dell’impianto di piazzale del Popolo. E di un’eventuale possibilità, per la nuova società biancorossa, di entrare nel Raggruppamento temporaneo d’imprese, dopo l’uscita della vecchia società. Comunque a giorni, molto probabilmente entro la fine della prossima settimana, i tifosi biancorossi sapranno finalmente come si concluderà questa lunga vicenda, che va avanti da ormai tre anni, da quando nel maggio del 2023 il patron Ciuffarella, dopo aver realizzato il nuovo stadio di Frosinone, si presentò, a Rimini, in conferenza stampa, per illustrare il progetto del nuovo Neri. E se da Palazzo Garampi dovesse arriva il “niet” definitivo, l’amministrazione comunale passerà al Piano B, quello che prevede, come primo stralcio (6 milioni) la copertura dei distinti e l’avvicinamento della curva est al campo, solo dopo la realizzazione del nuovo impianto per l’atletica in via Melucci (16 milioni la spesa). Tutto a spese del Comune.

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