Rimini, nuovo stadio, Aurora chiede al Comune una proroga di 90 giorni per le integrazioni

Rimini

Una proroga di 90 giorni per presentare le controdeduzioni e le integrazioni al progetto stadio e l’uscita della Rimini calcio, in liquidità giudiziale, dal Raggruppamento temporaneo d’imprese (Rti). La costruzione del nuovo stadio Romeo Neri potrebbe aprire un nuovo capitolo. Ricco di sorprese e, perfino, di ricorsi. Ieri, infatti, Aurora immobiliare, capofila del costituendo Rti che comprende, anche e ancora, la Rimini calcio, ha inviato due distinte pec: una al Comune, nelle persone del sindaco Jamil Sadegholvaad e della responsabile della direzione generale del settore Edilizia pubblica, Chiara Fravasini; l’altra al liquidatore giudiziale della Rimini football club, Fabio Fraternali.

I destinatari

Due mail diverse, con due richieste amministrativo-legali altrettanto diverse: la possibilità di avere altro tempo a disposizione per rispondere alle «articolate osservazioni» fatte dal gruppo di lavoro tecnico intersettoriale del Comune al piano economico e finanziario, e l’invito con diffida «alla Curatela a comunicare tempestivamente le proprie determinazioni in ordine al formale scioglimento del contratto per la costituenda Rti (trattasi del contratto stipulato nel novembre del 2023 da Aurora immobiliare e Rimini calcio avente ad oggetto, appunto, la costituzione di un Raggruppamento temporaneo d’imprese per la presentazione di un progetto per la realizzazione e gestione del nuovo stadio di Rimini, ndr)». Con un’aggiunta sostanziale, però: la presa d’atto formale, da parte di Aurora immobiliare, solo attraverso la nota del 12 maggio scorso inviata dal Comune (missiva con la quale venivano concessi al privato solo 15 giorni di tempo per presentare le necessarie modifiche e integrazioni al progetto di fattibilità tecnico economica) «che la Rimini football club è sottoposta a liquidazione giudiziale: cosa mai in precedenza comunicata».

L’interesse a proseguire

La domanda a questo punto sè una: riusciranno le motivazioni addotte da Aurora immobiliare a convincere l’amministrazione Sadegholvaad a concedere altri tre mesi di tempo? Sarà sufficiente la forte volontà dell’imprenditore Antonio Ciuffarella (che ha già costruito il nuovo stadio di Frosinone) a voler portare avanti il progetto del nuovo Neri da 12 mila coperti con ristoranti, bar, negozi, palestre, parcheggi e perfino un museo e uno store biancorosso? Aurora immobiliare, del resto, questa intenzione la lascia intendere allo stesso curatore fallimentare del Rimini calcio quando cita il decreto legislativo 36 del 2023 “Codice dei contratti pubblici”, e ricorda che «un operatore economico in stato di liquidazione giudiziale può essere sostituito nella Rti». E quando rende noto «l’interesse alla prosecuzione della procedura intrapresa».

I paletti di Palazzo Garampi

Insomma, ancora una settimana e sapremo cosa accadrà. Perché se da un lato c’è la volontà della società romana ad andare avanti col progetto nuovo stadio, magari facendo subentrare nella Rti la nuova “futura” Rimini calcio, dall’altro c’è la rigidità dell’amministrazione comunale. Che quindici giorni fa, nel recapitare ad Aurora immobiliare la missiva con la richiesta di modifiche e integrazioni al piano di fattibilità «viste le carenze strutturali e sostanziali emerse dalla valutazione condotta dal gruppo di lavoro e legate all’aspetto economico e finanziario, oltre che al non recepimento di alcune prescrizioni relative al nuovo impianto e alla sua collocazione nel contesto territoriale», aveva posto un vero e proprio aut aut alla società romana: «Se tali integrazioni non saranno presentate entro il 3 giugno 2026 – aveva intimato Palazzo Garampi - il percorso avviato con il soggetto proponente sarà ritenuto concluso e l’Amministrazione avvierà la progettazione del piano alternativo e dunque la pianificazione degli interventi per la riqualificazione e il miglioramento strutturale dello stadio comunale».

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