Rimini, nuovi autovelox: dall’associazione Altvelox una denuncia-querela contro il Comune

Rimini
  • 20 marzo 2026

Nuovi autovelox a Rimini: l’associazione Altvelox presenta una denuncia querela contro il Comune. “L’associazione - si legge in una nota - chiede accertamenti sulla messa in esercizio delle nuove postazioni non omologate ma dipinte ai cittadini “di nuova generazione e omologate” di via Melucci, via Settembrini, via Euterpe e via Tolemaide, sul rispetto dell’art. 36 del Codice della Strada e sull’effettivo esercizio dei doveri di vigilanza della Prefettura”.

Continua la nota: “La vicenda prende le mosse da due comunicazioni ufficiali del Comune di Rimini. Con notizia del 28 gennaio 2026 l’ente ha annunciato l’approvazione di una nuova postazione fissa in via Melucci e la sostituzione degli impianti di via Settembrini, via Euterpe e via Tolemaide, richiamando il “via libera” della Prefettura di Rimini e il decreto ministeriale 11 aprile 2024. Con successiva notizia del 13 marzo 2026 il Comune ha comunicato che dal 19 marzo 2026 il nuovo autovelox di via Melucci sarebbe entrato in funzione, definendolo “dispositivo fisso omologato”, mentre gli altri tre impianti sono stati descritti come apparecchiature di ultima generazione “omologate, validate e collaudate”. Proprio su questo punto Altvelox ha chiesto accertamenti puntuali. Nell’atto si evidenzia che, allo stato della documentazione pubblicamente consultabile, non risultano indicati il modello esatto dei dispositivi, il numero di matricola e gli estremi del titolo ministeriale riferibile ai singoli apparati concretamente installati. La questione, per l’associazione, non è terminologica ma probatoria: chiamare “omologato” un apparato senza rendere verificabile il relativo titolo non equivale a dimostrarne la regolarità”.

Un secondo profilo riguarda “la pianificazione del traffico. L’art. 36, comma 1, del Codice della Strada impone ai Comuni con popolazione superiore a 30.000 abitanti l’adozione del Piano Urbano del Traffico. Sul sito istituzionale del Comune di Rimini risulta chiaramente pubblicato il PUMS, adottato con deliberazione di Giunta n. 417 del 20 dicembre 2018, ma nell’atto di ALTVELOX si rileva che, allo stato e salvo immediata prova contraria mediante esibizione di atti formali, non risulta chiaramente rinvenibile, scaricabile e consultabile un PUT o un PGTU”.

Da qui il terzo punto, “che è istituzionalmente ancora più delicato. L’art. 36, comma 10, del Codice della Strada prevede un preciso meccanismo di vigilanza in caso di inadempienza degli enti obbligati. Nella denuncia-querela ALTVELOX chiede di verificare se, in presenza di un eventuale difetto di PUT o PGTU vigente, sia stato esercitato il potere-dovere di segnalazione e vigilanza da parte della Prefettura e, in caso contrario, per quali ragioni si sia comunque proceduto con il mantenimento e l’ampliamento del sistema di controllo elettronico della velocità. In parallelo, l’associazione documenta di avere già notificato il 15 marzo 2026 una formale diffida alla Prefettura di Rimini, chiedendo sospensione, riesame in autotutela e ostensione integrale degli atti relativi al decreto prefettizio richiamato dal Comune”.

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