Rimini. Nuova sede della moschea al Grattacielo. La comunità islamica: «Siamo interessati anche all’acquisto»


«Una nuova sede per la moschea? Ho io la soluzione». Chi parla è il genovese Giorgio Brondi, di professione consulente dei consumatori, che insieme alla moglie Claudine offre lo stabile che la comunità islamica, rappresentata da Mohamed Hammar, cerca da tempo. Gli spazi della moschea di corso Giovanni XXIII, lamenta la comunità, non riescono più a contenere tutti i fedeli. Lo spostamento, se l’accordo andrà in porto, sarà di qualche centinaia di metri. Il locale proposto da Brondi è infatti collocato al piano rialzato del Grattacielo, in viale Principe Amedeo 11. I primi contatti, spiega il titolare dell’immobile, sarebbero andati a buon fine: «Sono interessati. Il fatto che sia un open space è un valore aggiunto, perché non essendo diviso potranno organizzarlo come vogliono. Ho già mandato loro la documentazione».
Facciamo un passo indietro di oltre un anno. Nel marzo 2023, la comunità islamica lamentava già la ristrettezza degli spazi di corso Giovanni XXIII. La caccia al “tesoro” per trovare una nuova collocazione alla moschea, tuttavia, non è mai andata a buon fine. Prerogativa indispensabile? Che la nuova sede fosse vicina alla precedente, così da facilitarne il raggiungimento per i fedeli.
Possibile accordo
Due giorni fa, la chiamata tra Giorgio Brondi e Mohamed Hammar (responsabile gruppo giovani musulmani) parrebbe aver aperto uno spiraglio per un accordo. «A breve andremo a fare un sopralluogo - spiega Hammar -. Siamo interessati all’acquisto, ma è ancora tutto da decidere. Ci è stata proposta la formula del rent to buy». Una formula che, illustra Brondi, consente di usufruire dell’immobile in qualità di affittuario per un determinato periodo di tempo, al termine del quale si acquista lo stabile, con la somma delle rate d’affitto già versate sottratta al costo totale. «Si tratterebbe di circa 3.000 euro d’affitto - prosegue il portavoce dei giovani musulmani -. Negli anni avremmo il tempo di raccogliere i fondi per comprare la sede».
Cambio di piani
Lo spazio al Grattacielo, acquistato nel 2021 da Claudine Brondi, sarebbe dovuto divenire la nuova casa di famiglia. «Ci aggiudicammo 330 metri quadrati sui 500 totali. I restanti li comprò una società di San Marino - spiega il consulente -. I nostri piani di andare a vivere lì, alla fine, sono saltati». Laddove la trattativa con la comunità islamica andasse a buon fine, conclude Brondi, lui e sua moglie potranno dirsi più che soddisfatti: «Rimini diverrà una città sempre più multiculturale. Ne siamo felici».