Hanno ignorato l’alt, spinto il piede sull’acceleratore e innescato un folle inseguimento a tutta velocità tra le strade di Rivabella, prima di tentare una fuga a piedi e scagliarsi contro i militari. Due giovani di 25 e 27 anni, entrambi già noti alle forze dell’ordine, sono stati arrestati in flagranza ieri pomeriggio dai Carabinieri della Stazione di Rimini-Viserba. Le accuse nei loro confronti resistenza e lesioni personali aggravate a pubblico ufficiale, a cui si aggiunge la denuncia per guida in stato di alterazione psicofisica dovuta all’assunzione di alcol e sostanze stupefacenti.
Il folle inseguimento a Rivabella
Tutto è iniziato nel primo pomeriggio di ieri, domenica 28 giugno, quando una pattuglia dell’Arma impegnata nel controllo del territorio ha notato un’auto sospetta a Rivabella e ha intimato l’alt al conducente. Quest’ultimo, anziché accostare, ha accelerato improvvisamente nel tentativo di seminare la gazzella. L’inseguimento si è snodato ad alta velocità tra le vie limitrofe del quartiere, davanti agli occhi spaventati dei passanti, concludendosi solo quando il conducente è stato costretto a fermarsi. A quel punto, i due occupanti sono balzati fuori dall’abitacolo scappando a piedi in direzioni diverse, ma i Carabinieri li hanno rincorsi e bloccati nel giro di pochi metri.
Aggressione ai militari e test in ospedale
La violenza è esplosa durante le procedure di identificazione. Sia il guidatore che il passeggero hanno opposto una strenua resistenza ai Carabinieri spintonandoli con forza nel disperato tentativo di guadagnare nuovamente la fuga.
Una volta immobilizzati, data la loro evidente alterazione psicofisica, i militari hanno richiesto l’intervento del 118. L’ambulanza ha trasportato i due giovani al Pronto Soccorso dell’ospedale “Infermi” di Rimini per gli accertamenti clinici, che hanno confermato i sospetti delle divise: i test tossicologici e alcolemici hanno evidenziato l’assunzione sia di alcol che di sostanze stupefacenti.
Dopo le dimissioni dall’ospedale, i giovani sono stati condotti in caserma. Alla luce della loro perdurante condotta aggressiva e non collaborativa, i due sono stati dichiarati in arresto e trasferiti nel carcere dei Casetti, a disposizione dell’autorità giudiziaria. Questa mattina sono comparsi davanti al giudice del Tribunale di Rimini per il giudizio con rito direttissimo.