Rimini, non pagano Imu e Tari per 263.500 euro: multati 5 imprenditori

Rimini

Non avevano pagato Imu e Tari per 263.500 euro. Scoperti dal nucleo antievasione dell’ufficio tributi di Palazzo Garampi, i cinque imprenditori, tutti operatori del settore ricettivo, hanno avviato le pratiche per il pagamento dilazionato del debito ed evitato, così, il provvedimento di sospensione dell’attività.

Questo nei primi otto mesi del 2026. Nel 2025, invece, erano stati sei i contribuenti segnalati dall’ufficio tributi e tre avevano regolarizzato la loro posizione prima dell’emissione del provvedimento di sospensione, mentre in due casi si era andati alla revoca della licenza. Il tutto per una somma recuperata di oltre 105mila euro.

Commenta, soddisfatto, l’assessore al Bilancio, Juri Magrini: «Quella che abbiamo adottato è un’attività mirata, che con il recente aggiornamento del Regolamento è stata ulteriormente perfezionata con l’obiettivo specifico di far emergere le posizioni più gravi e i casi di elusione dei contributi più eclatanti o recidivi. Si tratta di uno strumento utile all’interno del complessivo progetto di contrasto all’evasione, che non solo permette di recuperare risorse sottratte alla collettività ma ci permette allo stesso tempo di monitorare il tessuto di imprese locali, isolando quelle situazioni peculiari che potrebbero celare altri tipi di irregolarità o illegalità».

Il Regolamento che ha permesso all’Ufficio tributi di scoprire i sei imprenditori evasori del tributi locali è stato aggiornato dalla giunta comunale nel luglio scorso, includendo tra i soggetti da sottoporre a valutazione per la sospensione e revoca della licenza, «anche gli operatori economici segnalati alla Prefettura di Rimini per le verifiche previste dal “Protocollo per la legalità e lo sviluppo del Settore ricettivo alberghiero” – precisa Palazzo Garampi -, tenuto conto della particolare esposizione del settore ai rischi di infiltrazione mafiosa e d i altre forme di illegalità economica». Nel 2023 invece il Regolamento, per il contrasto all’evasione dei tributi locali, introdotto nel 2019 per disciplinare l’applicazione della procedura di sospensione o revoca delle licenze in presenza di gravi irregolarità tributarie, era già stato integrato per intervenire sul fenomeno delle gestioni alberghiere mordi e fuggi o in affitto d’azienda.

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