Rimini, «Non ha fatto tutti i vaccini». Bimbo escluso dalla materna

Rimini
  • 31 marzo 2026

RIMINI. Una reazione al vaccino esavalente, la concessione di una proroga per individuare le cause, la valutazione clinica che l’arrossamento cutaneo fosse da ricondurre a una concomitanza di eventi (vaccinazione e contemporanea infezione da covid) e il conseguente via libera alla ripresa dell’immunizzazione. «E con essa la diffida che ci impedisce di portare nostro figlio all’asilo» raccontano i genitori.

Tutto parte nel maggio del 2023, dopo la somministrazione della seconda dose di vaccino esavalente a un bambino residente nel Riminese, che ha innescato una reazione cutanea, in particolare arrossamento ed edema nella coscia sede dell’iniezione e, successivamente, febbre - che un tampone ha però evidenziato come dovuta a Sars-Cov2 - e desquamazione.

«A fronte di questo episodio - raccontano i genitori, che spiegano di non essere una famiglia “no vax” e di essere vaccinati, così come l’altro figlio - ci è stata concessa una proroga dalle vaccinazioni per quasi due anni. L’Ausl Romagna ha richiesto per nostro figlio una serie di analisi e visite specialistiche, con l’obiettivo di chiarire il quadro clinico. Tutta la documentazione raccolta è stata quindi inviata al “Vax Consilium” di Bologna». Ovvero l’organo deputato a pronunciarsi su casi complessi come quello in analisi e che, dopo aver valutato il quadro clinico, si è pronunciato non ravvisando alcuna controindicazione alla ripresa delle immunizzazioni previste dal calendario vaccinale, la cui prosecuzione viene, anzi, raccomandata.

I medici, nel documento finale dopo i controlli, precisano che la «comparsa di reazioni cutanee locali in sede di vaccinazione è un effetto collaterale estremamente comune dopo la vaccinazione esavalente», mentre la desquamazione era da ritenere «un effetto secondario all’infezione da Sars-Cov2».

Ma i genitori spiegano che con il pronunciamento del “Vax Consilium” e la richiesta di riprendere l’iter vaccinale, è arrivata anche la sospensione dell’accesso all’asilo per il bambino, proprio per la mancanza di tutte le vaccinazioni previste dalla normativa vigente. Una decisione arrivata, puntualizzano, a pochi mesi dalla conclusione dell’anno scolastico che li ha colti di sorpresa: «Questa pronuncia non ha dissipato le nostre preoccupazioni - commentano -. Avremmo desiderato ulteriori indagini e approfondimenti».

Newsletter

Iscriviti e ricevi le notizie del giorno prima di chiunque altro Clicca qui