Rimini, nella Bmw davanti alla farmacia c’erano due ricercati a livello internazionale: in carcere una coppia ungherese

Rimini
  • 16 giugno 2026

I Carabinieri di Rimini e il personale della Polizia di Frontiera Aerea e Marittima di Rimini, hanno tratto in arresto due stranieri ricercati a livello internazionale.

L’operazione è scattata allorquando gli agenti e i militari hanno individuato una Bmw con targa ungherese in sosta nei pressi di una farmacia di Rimini. A bordo vi erano un uomo e una donna che, alla richiesta dei documenti da parte degli operatori, hanno esibito carte d’identità e patente di guida ungheresi. Nutrendo però dubbi sulla genuinità dei documenti, il personale esperto in falso documentale della Polizia di Frontiera ha effettuato approfondite verifiche, accertandone la contraffazione.

I due fermati sono stati accompagnati presso gli uffici del Comando Provinciale dei Carabinieri per essere sottoposti a rilievi fotodattiloscopici. Grazie alle impronte digitali, è emersa la loro vera identità: si tratta di un uomo classe 1997, e una donna classe 1999, entrambi ungheresi.

L’interrogazione delle banche dati internazionali ha permesso di scoprire che entrambi erano latitanti e colpiti da un Mandato di Arresto Europeo (MAE) emesso dalle autorità ungheresi per reati di truffa e riciclaggio.

A seguito dell’identificazione, le Forze dell’Ordine hanno proceduto a una perquisizione domiciliare presso l’abitazione in cui la coppia era temporaneamente domiciliata, sulla costa della provincia di Forlì-Cesena. All’interno dell’appartamento sono stati rinvenuti i reali passaporti dei due arrestati.

A stringere il cerchio attorno ai latitanti è stato fondamentale lo scambio informativo in tempo reale garantito dalla collaborazione del FAST Italia (Fugitive Active Search Teams) e dallo SCIP (Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia).

I due fermati sono stati dichiarati in arresto nella flagranza di reato per possesso di documenti di identità falsi validi per l’espatrio e in esecuzione dei rispettivi Mandati di Arresto Europei ai fini dell’estradizione.

Al termine delle formalità di rito, l’uomo è stato associato presso la Casa Circondariale di Rimini, mentre la donna è stata trasferita presso la Casa Circondariale di Forlì.

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