È stato condannato in primo grado a 4 mesi di reclusione con pena sospesa e 8mila euro di multa il barbiere 81enne di Rivazzurra, a giudizio per esercizio abusivo di una professione, in quanto invece di pensare a tagliare barba e capelli si sarebbe spacciato per farmacista vendendo illegalmente farmaci tipo Viagra e Cialis sotto forma di pillole, fiale o liquidi e altri per curare l’ansia. Così ha disposto ieri la giudice Manuela Liverani, accogliendo in toto la richiesta della Procura. «Attendiamo le motivazioni della sentenza - ha commentato l’avvocato della difesa, Marco Ferri -. Faremo comunque sicuramente appello, perché secondo noi non ci sono i margini giuridici per una condanna».
Il blitz nel 2021 con i cani antidroga
l blitz della squadra giudiziaria della Polizia locale era scattato a metà gennaio 2021 grazie alla segnalazione di una fonte confidenziale che aveva informato gli agenti che la barberia fosse utilizzata per spacciare droga. Nel locale, infatti, ci sarebbe stato un traffico anomalo, perché i “clienti”, che andavano da giovani ventenni fino ad anziani ultrasettantenni, dopo essere entrati uscivano solamente dopo pochi minuti. Troppo pochi per svolgere al meglio il proprio lavoro.
Dopo alcuni giorni di pedinamento e controllo, gli agenti fecero irruzione nel salone. Nella barberia fu rinvenuto e sequestrato un ingente quantitativo di pillole (più di 180 tra blu, rosse e gialle). Ma le sorprese non erano finite. Nel retrobottega del coiffeur era infatti nascosto un vero e proprio laboratorio per la somministrazione intracavernosa del farmaco illegale, con siringhe (una cinquantina), fiale (almeno 5) e tutto l’occorrente. Farmaci illegali non tracciati dall’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), importati dall’estero o acquistati su Internet. Ogni parte del salone, cassetti, scatole, armadi, era ricolma di pasticche e di carta stagnola utilizzata per confezionare i prodotti. Insieme agli agenti intervennero anche le unità cinofile con i cani antidroga, che però non trovarono tracce di stupefacenti. Il titolare venne così denunciato all’Autorità giudiziaria per esercizio abusivo della professione di farmacista, l’importazione di farmaci non autorizzati e il relativo commercio.