Rimini, moschea e trasferimento: si apre uno spiraglio

Rimini
  • 16 marzo 2026

Trasferire la moschea di Rimini da Borgo Marina al Villaggio Primo Maggio. Ad aprire a questa possibilità è l’abrogazione del regolamento che prevede l’obbligo di vendita e locazione a ditte artigiane degli immobili delle zone artigianali di via Montescudo e di Torre Pedrera, realizzate negli anni ‘70, e di Viserba Monte, realizzata negli anni ‘80. Delibera discussa e approvata a larga maggioranza questa mattina in commissione. Proprio in via Montescudo la Lega chiede chiarezza sulla volontà di Palazzo Garampi di trasferirvi la moschea. Ma l’amministrazione replica che nulla è stato ancora deciso e che lo specifico gruppo di lavoro si riunirà il prossimo 25 marzo. Come spiega l’assessora all’Urbanistica Valentina Ridolfi, l’artigianato negli ultimi anni è “in contrazione e sono gli stessi proprietari a richiedere la possibilità di alienare i fabbricati” anche a soggetti non artigiani così da evitare degrado e abbandoni.

Per le prime due zone era previsto l’obbligo di tenere il fabbricato per cinque anni e poi la possibilità di venderlo a prezzo libero appunto solo a ditte artigiane. Con l’abrogazione del regolamento potranno vendere anche a non artigiani, nell’ambito delle funzioni previste dagli strumenti urbanistici. Per la terza area di Viserba Monte era prevista la possibilità di vendere solo dopo 10 anni a ditte artigiane presenti nella classifica stilata dal Comune con un prezzo massimo e con canone di affitto calmierato. Nel caso i 10 anni siano passati i proprietari possono ora vendere liberamente, altrimenti al prezzo massimo e al canone calcolato dal Comune. Tra le funzioni previste ci sono quelle produttive-manifatturiere, commerciali, culturali, educative, sportive, per sale giochi e, appunto, religiose.

Da qui il “dite che volete fare la moschea al Villaggio Primo Maggio” di Loreno Marchei della Lega, che per il resto è favorevole all’abrogazione del vincolo date le “lamentele ultraventennali dei proprietari”. Mancano però infrastrutture a servizio delle aree artigianali, come la bretella di collegamento tra via Monte Scudo e la consolare per San Marino. L’amministrazione, conclude, “deve dare più ascolto alle esigenze del territorio”.

Gioenzo Renzi di Fratelli d’Italia riceve con un “meno male” la possibilità di trasloco della moschea da Borgo Marina. Ma, prosegue, “il vero problema nello specifico è la diminuzione degli artigiani. Mentre Stefano Brunori del gruppo Gloria Lisi chiede conto della possibilità di insediamento per palestre, centri sportivi e gonfiabili.

L’assessora Ridolfi ribadisce che sulla moschea nulla è stato deciso e il nuovo insediamento avrà un confronto adeguato nell’ambito del gruppo di lavoro. Quello del Villaggio Primo Maggio è un ambito possibile, ma come precisano i dirigenti, funzioni con carichi urbanistici superiori al 10% della superficie utile potrebbero creare dei problemi. Per la situazione dell’artigianato, conclude l’assessore, “siamo allarmati, deve rimanere un ambito difeso, tutelato e valorizzato”. Con la rimozione dell’obbligo, le imprese artigiane possono comunque acquisire fabbricati in quelle zone, c’è solo “maggiore flessibilità”. Non è invece previsto dalla programmazione attuale la bretella di collegamento tra il Villaggio Primo Maggio e la consolare per San Marino.

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