Per ventisei anni aveva lavorato sempre nello stesso turno, dalle 5 alle 11 del mattino, conciliando l’attività lavorativa con l’assistenza al figlio dodicenne, affetto da un grave disturbo dello spettro autistico e del linguaggio. Quando l’azienda ha deciso di imporle anche i turni pomeridiani, quell’equilibrio familiare è stato però compromesso. Ora il Tribunale di Rimini, con una sentenza del giudice Lucio Ardigò, ha accolto il ricorso della dipendente, stabilendo che il provvedimento costituisce una discriminazione indiretta nei confronti della lavoratrice caregiver e ordinando il ripristino definitivo del turno mattutino.
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