«Il Metromare stazione-fiera è un’opera strategica, fondamentale per il territorio. Per questo faremo del tutto affinché i lavori partano entro l’anno». Stefano Giannini, presidente di Patrimonio mobilità Rimini (PmR), società proprietaria delle reti e delle infrastrutture del trasporto pubblico locale, entra nel merito dell’iter burocratico che, una volta, concluso consegnerà a Rimini un collegamento viario fondamentale per dimezzare il traffico veicolare lungo l’Adriatica e sulle principali arterie stradali cittadine. Un iter però che sembra destinato ad allungarsi, dopo che il Comune, lo scorso settembre, aveva annunciato «l’avvio dei lavori della seconda tratta del Metromare entro l’estate 2026».
La stipula del contratto
Allungamento causato, sembra, da diverse soluzioni tecniche avanzate in sede di conferenza servizi da alcuni Enti, che andrebbero a modificare il progetto definitivo presentato dal Consorzio Integra, società seconda classificata al bando di gara dell’appalto integrato relativo alla realizzazione del tratto stazione-fiera, a cui è stata affidata la realizzazione dell’opera (il 23 dicembre c’è stata la stipula del contratto), dopo la risoluzione contrattuale con la prima classificata, Italia costruzioni, che ha presentato ricorso al Tar (il mese prossimo dovrebbe esserci la prima udienza). «Una cosa è certa – precisa Giannini – la richiesta di queste integrazioni progettuali provocherà uno slittamento dell’apertura del cantiere e quindi anche della conclusione dei lavori che, se in un primo tempo erano stati fissati per fine 2027, molto probabilmente scivoleranno di un anno, a fine 2028».
Intanto, il progetto definitivo è in corso di verifica da parte di un soggetto terzo. «Tuttavia – osserva il presidente di PmR - ad uno sguardo di massima, la parte tecnica di Pmr ha già evidenziato che va abbastanza bene, e sono state proposte soluzioni tecniche migliorative, come indicato dagli Enti della conferenza servizi, che saranno, però, più costose». E che, quindi, potrebbero creare problematiche sul computo dei costi.
La certezza prima di lasciare
Un esempio di costi aggiuntivi sarebbe, infatti, il ponte sul deviatore Marecchia (prescrizione indicata dall’ente a tutela dell’asta fluviale). «Con molta probabilità – puntualizza Giannini - sarà necessario trovare nuove risorse finanziarie». Per un impegno economico tutto a carico di PmR che, dopo l’uscita dal Pnrr e la rinuncia a 60 milioni di euro di fondi europei (decisione azzeccata visto l’impossibile rispetto della scadenza di fine lavori per metà giugno 2026), era riuscita ad individuare ed ottenere un vecchio finanziamento statale di 55 milioni di euro, datato 2020, col quale finanziare l’opera. Tutto questo, mentre, in attesa dell’inizio dei lavori, sono state sospese le forniture per il materiale rotabile e per gli impianti. «A questo punto l’auspicio – conclude Giannini – è che dopo due mandati e sei anni di presidenza PmR, a giugno, quando lascerò l’incarico, potrò avere la certezza della cantierizzazione del tratto di Metromare stazione-fiera».