Rimini, massacrato di botte a colpi di casco in testa: braccialetto elettronico per due 20enni

Rimini
  • 01 agosto 2026

Una parola di troppo sulla pubblica via, poi la violenza cieca. Un’aggressione brutale a colpi di casco che ha mandato un giovane nel reparto di Terapia intensiva, tra traumi, fratture plurime al volto e una prognosi superiore ai quaranta giorni. A distanza di poco più di un mese da quella notte del 13 giugno a Marebello, gli investigatori della Squadra Mobile di Rimini hanno chiuso il cerchio, notificando le misure cautelari a due ventenni riminesi ritenuti i responsabili della feroce rapina. Per loro, su disposizione del Gip del Tribunale di Rimini, sono scattati l’obbligo di dimora con permanenza notturna in casa (dalle 20 alle 7) e il divieto di avvicinamento alla persona offesa – con obbligo di mantenere una distanza di almeno mille metri dalla vittima e da tre suoi amici presenti ai fatti – integrato dall’applicazione del braccialetto elettronico.

Una misura meno afflittiva del carcere, accordata dal giudice in ragione della giovane età e dell’incensuratezza dei due, ma accompagnata da un severissimo divieto di comunicazione con la persona offesa, anche tramite social, telefono o strumenti informatici.

A Marebello

Tutto è iniziato con un acceso alterco tra due gruppi di ragazzi sulla pubblica via. Da lì, l’escalation: minacce, schiaffi, spinte e atti di scherno. I due indagati hanno poi strappato di mano al malcapitato il suo casco da motociclista per appropriarsene, per poi utilizzare un secondo casco come un vero e proprio corpo contundente. Lo hanno colpito ripetutamente al capo e al volto con una violenza tale da fargli perdere immediatamente conoscenza.

Le indagini, scattate subito dopo l’aggressione, sono state guidate da una certosina ricostruzione degli uomini della Mobile.

Spuntano le mazze con simboli estremisti e le armi giocattolo

Assieme all’esecuzione delle misure cautelari, nella mattinata di ieri, venerdì 31 luglio, la Procura della Repubblica ha delegato anche le perquisizioni domiciliari nei confronti dei due ventenni. Durante il controllo nell’abitazione di uno degli indagati i poliziotti hanno rinvenuto e sequestrato svariate pistole scacciacani e armi giocattolo rigorosamente prive del tappo rosso, oltre ad alcune mazze recanti simboli estremisti.

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