Sta meglio ed è stata dimessa nella tarda mattinata di oggi Manuela Bianchi, la nuora di Pierina Paganelli, ricoverata da sabato sera all’ospedale Infermi per abuso di farmaci per il sonno a base di benzodiazepine. Dimessa dopo una lavanda gastrica e in attesa, come ammesso dai suoi legali, della decisione dei medici sulla possibilità di ricoverarla in una struttura specializzata, la donna ha voluto personalmente ricostruire quanto accaduto nelle ultime ore convulse. «Mi svegliò un vociare confuso, estraneo, che rompeva il silenzio irreale della casa di mio padre. Aprii gli occhi a fatica. Tutto era ovattato. Mi guardai intorno senza capire. Vidi mio fratello, mio marito, il personale del 118 e gli agenti di polizia. Con un filo di voce chiesi cosa stesse succedendo. Accanto a me c’era un’infermiera dal volto dolce, che con grande umanità mi fece alcune domande: cosa avessi assunto, in quale quantità e perché. Poco alla volta, mentre riprendevo lucidità, spiegai di aver abusato dei farmaci che mi erano stati prescritti e di essere ormai allo stremo delle forze».
Manuela ha poi fatto riferimento (più o meno direttamente) a ciò che ci sarebbe stato dietro a questo gesto, ovvero la morte della suocera, la recente assoluzione e scarcerazione di Louis Dassilva e la gogna mediatica e gli attacchi personali (come è stata definita dai suoi legali e consulenti) che sta subendo da 32 mesi. «Sono quasi tre anni che vivo un dolore che sembra non avere fine - ha spiegato -. Dopo la morte di mia suocera Piera, oltre alle indagini e a tutto ciò che ne è seguito, ciò che mi ha distrutta davvero è stata la gogna mediatica. Hanno distrutto la mia dignità di donna. Mi hanno umiliata, giudicata, insultata e colpita senza conoscere davvero chi sono. Ho perso il lavoro, perché nessuno vuole essere associato a un nome continuamente esposto e giudicato. Ho perso amicizie, serenità e quella normalità che per molti è scontata. Ogni giorno ho dovuto convivere con accuse, menzogne, cattiverie e parole che, ripetute all’infinito, finiscono per scavare dentro una persona fino a farla crollare».
Parole forti, nelle quali però ha smentito di aver voluto compiere un gesto estremo. «Io non ho tentato di togliermi la vita. Le medicine da oggi serviranno soltanto a curarmi, non a farmi del male. Troverò la forza nelle persone che amo e nella mia fede, che non mi ha mai abbandonata. A tutti coloro che mi sono stati vicini, anche solo con una parola gentile, va il mio grazie più sincero. Non mollo. Continuerò a lottare».
Nel frattempo, la sua legale Nunzia Barzan e il consulente Davide Barzan hanno annunciato azioni legali nei confronti di chi di recente ha attaccato la Bianchi su social e web. «Nonostante quanto accaduto negli ultimi giorni, continuano incessantemente a proliferare sui social network e sulle piattaforme web gravissimi attacchi, insulti, minacce e campagne di gogna mediatica ai danni della nostra assistita – hanno fatto sapere i difensori -. Alla luce della particolare gravità dei fatti, sono state già depositate, per il tramite del Portale dei Servizi Telematici, numerose querele e denunce nei confronti degli autori dei contenuti ritenuti lesivi».