«I like San Marino». Una frase dall’apparenza innocua come questa, pronunciata da milioni di turisti ogni anno, assume contorni inquietanti se a scriverla in una chat è il faccendiere e pedofilo statunitense Jeffrey Epstein, morto suicida in cella in circostanze non chiare il 9 agosto 2019, a un mese dall’arresto per l’accusa di “traffico di esseri umani a scopo sessuale”.
Le prime condanne del finanziere per sfruttamento sessuale di minori risalgono al 2008 ed ora a scatenare uno tsunami, tra dimissioni inattese (come nel caso dell’ex ministro francese Jack Lang accusato di “riciclaggio di proventi di frode fiscale aggravata”) e una raffica di scandali che sta travolgendo l’Europa, è bastata la recente pubblicazione di milioni di documenti desecretati e relativi al controverso imprenditore da parte del Dipartimento di Giustizia degli States con oltre 3 milioni di pagine pubblicate a fine gennaio.
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