Rimini, lo colpisce alla testa con un tubo di ferro: arrestato per tentato omicidio

Rimini
  • 01 giugno 2026

Lo riduce in fin di vita colpendolo con un tubo di ferro alla testa. Nelle prime ore di mercoledì 29 maggio, la Polizia di Stato di Rimini è intervenuta in zona Miramare per una lite tra due giovani ed hanno tratto in arresto un ragazzo ucraino per tentato omicidio. Intorno alle 2 di notte, giungeva una chiamata alla Sala Operativa da parte di una donna che chiedeva l’urgente intervento delle forze dell’ordine per una violenta lite tra due stranieri, dichiarando di non sapere se una persona fosse viva.

Giunti i poliziotti sul posto, un hotel ormai in disuso da anni, si imbattevamo in una donna, uscita dalla struttura abbandonata urlando e piangendo e riferiva che vi era una persona a terra in condizioni critiche che aveva perso molto sangue, ed era da soccorrere.

Nel medesimo frangente si avvicinava agli operatori un uomo che mentre li accompagnava presso il luogo dell’evento, ripeteva più volte “sono stato io....fate presto l’ho ammazzato”.

Gli agenti, notavano su un letto una persona stesa con la fuoriuscita di sangue dalla testa, attivandosi immediatamente per allertare i soccorsi per trasportare immediatamente il ferito presso l’Ospedale Bufalini di Cesena, dove si trova in coma mentre il giovane individuato nella struttura veniva assicurato all’interno della Volante per poi essere accompagnato in Questura per l’identificazione.

Da una serie di accertamenti si è verificato che l’operatore del 118 aveva ricevuto una chiamata da parte di un uomo, che richiedeva l’intervento del personale sanitario che riferiva di aver ucciso una persona con un tubo di ferro. La chiamata proveniva dal cellulare che l’uomo, autore del presunto reato, aveva consegnato alla donna presente nello stabile, in presenza degli operatori di volante intervenuti sul luogo, intestato tuttavia ad una terza persona, cellulare debitamente sequestrato. Sul posto anche il personale del Gabinetto della Polizia Scientifica di Rimini e successivamente anche personale del Gabinetto della Scientifica di Bologna. Al termine degli atti di rito si veniva a conoscenza dello stato comatoso del ferito, ricoverato in gravi condizioni. L’aggressore è stato condotto in carcere.

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