Rimini, le promesse del vescovo Anselmi a Papa Leone: “Sistemeremo il campo da calcio per i fratelli carcerati e ci impegneremo per Gaza”

Nel cuore del suo discorso di ringraziamento a Papa Leone XIV, il vescovo di Rimini, monsignor Nicolò Anselmi, ha ribaltato i ruoli: dopo aver ricevuto il dono della visita pontificia e il calice per la celebrazione eucaristica, la diocesi ha voluto contraccambiare con tre impegni concreti, nel segno della pace, della solidarietà e dell’accoglienza.

La preghiera per la pace

Il primo dono è spirituale. Richiamando gli Atti degli Apostoli, Anselmi ha promesso un sostegno costante alle intenzioni del Papa: «Nei prossimi mesi pregheremo più intensamente, in particolare per la pace in Terra Santa, in Ucraina, in Russia, in Iran, in Africa e nel mondo».

Il campo per i detenuti e l’aiuto a Gaza

Il secondo dono si traduce in due opere concrete, una dentro e una fuori dall’Italia: «A nome del Papa finanzieremo la sistemazione in erba sintetica del campo da calcio per i nostri fratelli carcerati della Casa Circondariale e poi parteciperemo al progetto della Conferenza Episcopale Italiana per l’allestimento di un ospedale o di un importante presidio per Gaza».

L’accoglienza come missione. Infine, l’impegno a sostenere l’accoglienza di migranti e stranieri che vivono sul territorio, spesso alle prese con la difficoltà di trovare una casa. Un impegno che guarda anche all’identità della Romagna e al suo mare: «Vorremmo che il nostro mare fosse un veicolo di amore e di fraternità».

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