Rimini, la zia muore dopo l’incidente stradale: alla nipote 52mila euro di risarcimento

La distanza non aveva spezzato il legame con la zia. Anche vivendo e lavorando a Rimini, la nipote continuava infatti a sentirla frequentemente, a starle vicino e ad aiutarla quando ne aveva bisogno. Un rapporto fatto di telefonate, assistenza e presenza che il Tribunale di Urbino, con la sentenza della giudice onoraria Laura Trebbi, ha ritenuto sufficientemente intenso da meritare un risarcimento di quasi 52mila euro per la perdita della familiare, morta dopo essere stata investita nel febbraio 2022 da un furgone di Poste Italiane a Fossombrone, in provincia di Pesaro e Urbino. Somma che rientra nel totale di oltre 456mila euro riconosciuto dal Tribunale ai sette familiari che hanno agito in giudizio.

Lo schianto

L’incidente era avvenuta intorno alle 12.20, all’incrocio tra viale della Repubblica e via Raffaello. La donna venne travolta da un Fiat Fiorino mentre il mezzo procedeva in retromarcia. Alla guida c’era un uomo che, secondo la ricostruzione accolta dal giudice, stava effettuando la manovra con una traiettoria contromano nell’ultimo tratto di via Raffaello, senza accorgersi della presenza della pedone, benché fosse possibile avvistarla. Le conseguenze dell’investimento furono devastanti. La vittima riportò un grave politrauma cranico, toracico e pelvico. Trasportata in eliambulanza all’ospedale Torrette di Ancona, venne successivamente trasferita all’ospedale di Pesaro, dove morì diciassette giorni dopo l’incidente.

Il processo

Nel giudizio, i familiari hanno chiesto il risarcimento dei danni subiti. Tra questi, quello per la perdita del rapporto parentale, riconosciuto anche ai nipoti sulla base delle prove relative alla qualità e all’intensità delle relazioni con la zia. Nella motivazione, il giudice ha dedicato particolare attenzione ai rapporti familiari, chiarendo che il solo vincolo di parentela non basta, di per sé, a dimostrare il diritto al risarcimento. È necessario provare l’effettività del legame affettivo attraverso testimonianze e altri elementi concreti.

Il rapporto tra le due

Nel caso della nipote che vive e lavora a Rimini, sono stati considerati i contatti frequenti con la zia, le telefonate assidue, l’assistenza prestata e l’accompagnamento alle visite mediche. Elementi che hanno contribuito a dimostrare l’esistenza di una relazione significativa, nonostante la distanza geografica. Il Tribunale ha applicato, in via analogica e prudenziale, le tabelle utilizzate per la liquidazione del danno da perdita del rapporto parentale.

Conducente responsabile

La sentenza ha attribuito la responsabilità esclusiva dell’incidente al conducente del furgone. La giudice ha ritenuto che la retromarcia, effettuata in prossimità di un’intersezione e con visuale posteriore limitata, costituisse la principale causa del pericolo. Non è stato invece dimostrato un concorso di colpa della vittima, neppure in relazione all’ipotesi di un attraversamento fuori dalle strisce pedonali. Oltre ai risarcimenti per i familiari, il Tribunale ha riconosciuto il danno terminale legato ai diciassette giorni trascorsi tra l’investimento e la morte, mentre ha respinto la richiesta di un autonomo risarcimento per la perdita della vita in sé.

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