Rimini, la surfista Carolina Guerra sulle onde di tutto il mondo: “Mai arrendersi, i risultati arriveranno”

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CARLA DINI

«Mai arrendersi e i risultati arriveranno».

È questo il motto che anima l’impegno della 38enne Carolina Guerra, surfista santarcangiolese, che di recente ha conquistato il secondo posto nella categoria Open Women nella tappa di Ocean Beach, a San Diego, del WSA (Western Surfing Association)Championship Tour.

La gara, in calendario il 19 e 20 settembre a Avalanche, era il secondo appuntamento della stagione.

Guerra è riuscita a volare in finale che poi ha chiuso al secondo posto nella Open Women. Per la sportiva si tratta di un’altra soddisfazione strappata in California dopo la partecipazione, lo scorso febbraio, alla tappa di Huntington Beach dello stesso circuito dove, raggiunta la finale, è entrata nella Top 5 della categoria Open Women.

Carolina, ha cominciato a fare surf da adulta, all’epoca credeva di giungere agli allori odierni?

«Ho iniziato a gareggiare nel mondo del surf senza sapere cosa significasse. Come adulta ho dovuto affrontare avversarie molto più competitive e tecnicamente più performanti. È stato dunque necessario lavorare, e molto, sulla parte mentale, che è fondamentale per gestire le proprie emozioni in acqua. Con il tempo ho poi perfezionato anche la tecnica ma, a mio avviso, un punto fondamentale per ottenere una buona perfomance è che mente e fisico siamo in armonia per affrontare qualsiasi condizione tra le onde. Nonostante diverse sconfitte, non mi sono mai arresa e ho perseverato per raggiungere un livello sempre più alto. Ora il lavoro svolto mi sta ripagando con l’arrivo di buoni risultati».

Il mondo del surf è accogliente con le donne?

«Assolutamente sí. Quando mi iscrivo e partecipo a una gara mi sento sempre in un ambiente inclusivo. Le donne negli Stati Uniti come in Costa Rica sono super agguerrite e questo mi sprona a dare sempre il meglio. Bisogna crederci e - prima o poi - i risultati arrivano».

Quali mete si prefigge?

«Termineró la gara in California e poi mi recherò in Costa Rica per partecipare alla National, la competizione più importante, che è sempre un circuito a tappe. Il mio motto è non mollare mai e cercare di migliorare sempre. Mi piace anche l’idea di servire da stimolo per le nuove generazioni che si approcciano al surf. Non è mai tardi per scoprire la propria passione. Al momento sto lavorando anche a un progetto che si chiama “Two Swells” (due mareggiate o due onde di fondo, ndr) per sensibilizzare i giovani al tema della sostenibilità in quanto sono da sempre amante della natura e dell’oceano in particolare».

Ha mai pensato di aprire una scuola di surf in Romagna un giorno?

«Ci sto pensando da tempo e anche se per ora sono impegnata in sfide all’estero non escludo la possibilità di creare progetti anche sul territorio romagnola. Le onde non sono così consistenti come nell’oceano ma il mio nuovo (e giá menzionato) progetto potrá avvicinare i ragazzi alla filosofia del surf anche in Italia».

Tre cose che le mancano ferocemente di Santarcangelo?

«Il cibo, anche se posso cucinarlo a casa sentendomi un po’ più vicina alle mie origini. Mi manca anche la storia che si respira, la bellezza delle nostre città e dei borghi italiani, un patrimonio di cui vado veramente fiera. Infine sento nostalgia per l’accoglienza, la solarità e il calore della Romagna e soprattutto di Santarcangelo dove vivo. Ma anche il sorriso, la voglia di stare insieme e le tradizioni. Piccole cose di cui riconosci pienamente il valore solo quando vivi all’estero».

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