Si sono aperte le porte del carcere per un 47enne pugliese accusato di atti persecutori aggravati nei confronti dell’ex compagna, residente a Riccione, e di aver danneggiato la sua auto. Il gip Raffaele Deflorio ha disposto la misura cautelare sulla base delle dichiarazioni della vittima, delle testimonianze raccolte, dei messaggi, delle fotografie dei danni e degli altri elementi acquisiti dagli investigatori, accogliendo la richiesta del pm Luca Bertuzzi.
Secondo le indagini, la relazione era iniziata nel dicembre 2025. La donna aveva cercato di aiutare l’uomo, senza fissa dimora e con problemi legati all’abuso di alcol e sostanze stupefacenti, procurandogli un alloggio, un medico di base e un supporto attraverso i servizi sanitari. Con il tempo, però, il rapporto sarebbe degenerato: il 47enne avrebbe assunto atteggiamenti ossessivi e possessivi, controllando il telefono della compagna, limitandone le scelte e manifestando una forte gelosia, fino alla decisione della donna di interrompere la relazione a metà maggio. Dopo la separazione, l’uomo avrebbe iniziato a perseguitare l’ex compagna con continue telefonate, messaggi, appostamenti sotto casa e minacce rivolte anche ai familiari della donna. In un messaggio alla madre avrebbe scritto «L’acido è pronto», provocando timore per la propria sicurezza e per quella della figlia. Il 47enne si sarebbe inoltre presentato più volte nei pressi dell’abitazione della donna e, nella serata del 13 giugno, dopo averla minacciata davanti ai figli e ai vicini, avrebbe danneggiato lo specchietto della sua auto. A luglio, dopo un nuovo episodio, avrebbe rivolto ulteriori frasi minatorie alla titolare della tabaccheria dove la donna aveva lavorato: “Non la uccido, ma la sfregio con l’acido”. Per paura, la vittima aveva già deciso di trasferirsi temporaneamente a casa della madre.
L’articolo completo sul Corriere Romagna in edicola domani.