Rimini. La perseguita perché si rifiuta di investirlo con l’auto e dividere così i soldi dell’assicurazione: condannato 56enne

Rimini
  • 13 maggio 2026

È stato condannato in abbreviato ad un anno e quattro mesi di reclusione, oltre al pagamento di 10mila euro come risarcimento danni, il 56enne riminese a giudizio per stalking nei confronti della proprietaria di un residence, perseguitata e minacciata di morte perché si sarebbe rifiutata di assecondare la richiesta dell’inquilino di investirlo con la sua auto per poi dividersi i soldi che avrebbero incassato dall’assicurazione. Così ha deciso ieri, nella sentenza, la gup Raffaella Ceccarelli.

L’’incubo della 63enne era iniziato lo scorso luglio, quando il diniego alla proposta dell’uomo, difeso dall’avvocato Luca Montebelli, la rese bersaglio di minacce continue, dispetti, comportamenti molesti e pericolosi, non solo per lei ma anche per gli ospiti della struttura. La proprietaria del residence però non perse tempo, andando subito dai carabinieri a denunciare il 56enne. Comportamenti susseguitisi senza sosta per settimane, tanto da spingere il pm Davide Ercolani a chiedere e ottenere per lui la custodia cautelare in carcere, sostituita poi dagli arresti domiciliari dove si trova tuttora.

Nelle sue numerose querele, la donna, assistita dal legale Michele Di Viesti, riferì di essere stata costretta ad evitare di farsi vedere in giro da sola per il residence, onde evitare di trovarsi sola di fronte all’inquilino. Tra i messaggi peggiori (alternati ad alcuni in cui diceva di amarla) vi erano quelli in cui minacciava di “fare un omicidio”, “vedrai che fine ti faccio fare”, millantando di dare fuoco a lei e al figlio. Una delle situazioni di disagio create dall’inquilino (che sin dall’inizio non ha mai rispettato le regole della struttura, ad esempio introducendo persone esterne senza farle registrare) è stata quella in cui si mise a sfilettare un grosso pesce su una cassa di polistirolo in giardino, offrendo pezzi ai passanti, passando poi a insultarli e a dare in escandescenze. Anche in quel caso al residence arrivarono i carabinieri, che con non poca difficoltà riportarono la calma. Altre volte, in spregio della proprietaria, sparse sacchetti dell’immondizia nel giardino, prese a calci le fioriere e, una volta, insieme a un amico, smontò le ruote delle biciclette elettriche del residence. Ogni intervento della proprietaria era seguito da minacce delle più disparate: da “faccio un omicidio”, “ti do una coltellata”, “ti do fuoco” e “ti distruggo il residence”.

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