L’impegno a favore dei più fragili va avanti da un quarto di secolo per l’imprenditore riminese Maurizio Focchi. Presidente di Confindustria Rimini dal 2007 al 2013, il 69enne è stato nominato Cavaliere del Lavoro 2022 dal Presidente della Repubblica e nella sua azienda, il Gruppo Focchi, 110 anni di storia, lavorano circa 360 persone, tra Rimini, Londra e New York. Sono i “sarti di grattacieli su misura” visto che si occupano dei loro rivestimenti sempre più tecnologici. Paddington square, ad esempio, è opera di Renzo Piano. Focchi, laureato in medicina nel 1978, non ha mai praticato la professione medica in senso clinico ma la fondazione di Cittadinanza Onlus ha coniugato la passione per la medicina con la cooperazione internazionale. Negli anni Novanta ha conosciuto lo stimato psichiatra Benedetto Saraceno che poi sarebbe diventato direttore del dipartimento di salute mentale all’Oms (Organizzazione mondiale sanità). Insieme a lui e a Silvio Garattini, direttore dell’istituto Mario Negri di Milano, Focchi avvia i primi progetti nel campo della salute mentale. La sua è stata una partecipazione non solo finanziaria «ma anche diretta sul campo con l’opportunità di immergersi nello sviluppo dei progetti». Esperienze fondamentali, nota, per direzionare il suo impegno e quello della Onlus a favore degli “ultimi fra gli ultimi”.
Focchi, quali i risultati raggiunti?
«In passato la Onlus è stata impegnata sia nei Balcani che nell’America latina e oggi il suo impegno si concentra in tre aree».
Quali?
«In India sosteniamo un centro diurno per bambini e giovani con disabilità che ha svolto un ruolo cruciale per oltre 321 persone contribuendo anche all’istruzione e all’empowerment. A giorni un gruppo di volontari e sostenitori partirà alla volta dell’India per capire l’impatto che il centro ha sulla vita dei ragazzi e delle loro famiglie».
La seconda struttura?
«Sorge in Etiopia dove il nostro impegno all’interno dell’ospedale St. Luke a Wolisso ha portato supporto all’ambulatorio di psichiatria, che offre assistenza a oltre 2mila pazienti ogni anno, di cui il 30% epilettici nonché alla fisioterapia che segue oltre 260 persone con disabilità, di cui il 20% bambini. Oltre a garantire formazione e supervisione, abbiamo fornito cure gratuite a 467 pazienti tramite la distribuzione di farmaci. Portiamo avanti programmi di riabilitazione su base comunitaria, per aiutare i piccoli con disabilità nelle aree rurali. In parallelo, tramite iniziative di sensibilizzazione, lavoriamo sul tema della disabilità spesso molto stigmatizzata dalle comunità locali».
Terzo Paese?
«Il Kenya dove dal 2013 siamo al fianco dei bambini con disabilità della baraccopoli di Kibera. Qui sosteniamo il centro Paolo’s Home, dove oltre all’ambulatorio di fisioterapia e di logopedia, abbiamo aperto un centro diurno con sessioni educative individuali, servizi di assistenza psicologica e gruppi di empowerment economico per famiglie e un programma nutrizionale. Oltre mille i bambini raggiunti, assistiti nelle cure e nel raggiungimento dell’autonomia, affiancati nell’inserimento scolastico creando un ambiente familiare e comunitario più accogliente circa la disabilità».
A 25 anni dalla nascita, la Onlus raddoppia gli sforzi in Kenya: come?
«Tutto è nato dalle richieste di aiuto che ci sono giunte dal quartiere di Riruta a Nairobi dove nel 2018 abbiamo aperto un secondo ambulatorio di fisioterapia con vari servizi. Nonostante gli sforzi, a fine 2021 ci siamo resi conto che spazi e servizi offerti non erano più sufficienti per rispondere alle richieste. Risale al 2022 una decisione ambiziosa e coraggiosa: costruire un secondo centro per aiutare oltre 130 famiglie di bambini con disabilità ma la superficie, di circa 200 metri quadri, in prevalenza da costruire ex novo, richiede un ampio investimento. Così abbiamo coinvolto nel progetto alcuni dei più fedeli sostenitori privati di Cittadinanza onlus e anche di nuovi. Diverse aziende del territorio che ringrazio di cuore, come Myo Spa, Maggioli Spa, Aeffe Spa, Assit Srl, Bexy Srl, Isa Spa, Spi Spa, Valsoia Spa, hanno deciso di far squadra. Un importante contributo è giunto anche dalle Fondazioni Prosolidar e Gigi Taddei e dall’associazione Campo Lavoro Missionario. I lavori sono già partiti».
Come stanno andando le donazioni?
«Abbiamo già raccolto 112mila euro. L’obiettivo, spalmato su più anni, assicura sia la costruzione che il mantenimento del centro per i primi due anni a fronte di 228mila euro. Siamo dunque a metà strada e c’è spazio per chi volesse far parte dei “custodi del centro di Riruta”».
Un appello per cittadini e imprenditori romagnoli?
«Un proverbio indiano dice: “Se le formiche si mettono d’accordo, possono spostare un elefante”. Spero che tanti vogliano fare la loro parte al nostro fianco. Invito chiunque voglia saperne di più a contattare la referente del progetto Marta Antonini (342.569522 o marta.antonini@cittadinanza.org)».
Novità per il Gruppo Focchi?
«The cube, il palazzo progettato dall’architetto Renzo Piano per la sede di Londra, a Paddington, sarà ultimato nei primi mesi di quest’anno».
Un commento sulla beneficenza alla Chiara Ferragni?
«Lasciamo perdere».