Dal 13 febbraio al 23 maggio 2026 Rimini ospita Riviera Dream Vision, la prima edizione della mostra “Itinerari di moda. Storie, codici, immaginari”, che racconta 75 anni di storia del Distretto Moda Romagnolo. Nei palazzi del Podestà e dell’Arengo, su oltre 1.430 metri quadrati, saranno esposti abiti iconici, calzature storiche, bozzetti, figurini, fotografie e materiali audiovisivi, con l’obiettivo di valorizzare un patrimonio che ha proiettato la Riviera e il Made in Italy nel mondo. La rassegna mette insieme dieci brand storici, da Alberta Ferretti e Moschino a Iceberg e Fuzzi, fino alle eccellenze calzaturiere di San Mauro Pascoli: Baldinini, Casadei, Gianvito Rossi, Pollini, Sergio Rossi e Giuseppe Zanotti.
Rimini. La moda racconta la sua storia: 75 anni del Distretto romagnolo
Non solo memoria
La mostra non si limita a raccontare il passato: installazioni multimediali, realtà aumentata e ambienti immersivi sviluppati dal VARLab dell’Università di Bologna e dalla startup Effingo offrono uno sguardo sul presente e sul futuro della moda. «La rassegna dimostra come ricerca e territorio possano dialogare», spiega Riccardo Brizzi, direttore del Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna. «Attraverso competenze scientifiche e curatoriali restituiamo al pubblico il valore identitario e culturale del Distretto della Moda Romagnolo».
Il percorso intreccia moda e identità territoriale, collegando la creatività delle maison all’immaginario riminese, dalle atmosfere felliniane alla Riviera degli anni d’oro fino alla città contemporanea. «Dietro 75 anni di moda in Romagna ci sono passione, estro, intraprendenza e capacità di sognare», sottolinea Roberta Frisoni, assessora al Turismo della Regione Emilia-Romagna. «Questa mostra è un omaggio a chi ha trasformato idee e talento in capolavori apprezzati in tutto il mondo».
Anche il sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad evidenzia il legame profondo tra la città e la moda: «Rimini ha sempre saputo dare forma all’immaginazione, rendere corporeo l’intangibile e dare significato al presente fatto di sogni, desideri e speranze. Riviera Dream Vision sfida le tradizioni, mostrando come la cultura e l’arte possano superare le convenzioni».
I luoghi dell’anima
Per Alberta Ferretti, tornare a Rimini significa ritrovare «la luce e la fantasia che hanno guidato il mio lavoro», e considera la mostra un ponte tra artigianato locale e respiro internazionale del Made in Italy. «Ogni abito nasce da un sogno e da un luogo dell’anima», aggiunge la stilista. «Il percorso celebra generazioni di creatività e manifattura, dove tradizione e innovazione si incontrano e proiettano la Riviera nel mondo».
L’idea
L’esposizione è ideata da Katia Bartolini e curata in collaborazione con Cfc (Culture Fashion Communication dell’Università di Bologna), ed è realizzata con il sostegno della Regione Emilia-Romagna, di Apt Servizi e del Comune di Rimini, oltre al contributo scientifico di dottorande e assegniste del Dipartimento delle Arti. Tra i patrocinanti figurano anche i Comuni di Cattolica, San Giovanni in Marignano, San Mauro Pascoli e Santarcangelo, mentre partner scientifici e territoriali accompagnano la rassegna in ogni fase.
Il percorso si completa con campagne pubblicitarie storiche, documenti d’archivio e creazioni contemporanee che raccontano l’evoluzione dei linguaggi stilistici. «La Riviera è una terra che sa trasformare la luce e il lavoro in bellezza», conclude Ferretti, «e questa mostra restituisce al pubblico l’eccellenza e il talento che nascono qui». Riviera Dream Vision diventa così non solo «un omaggio alla storia della moda romagnola», ma «un’occasione per riflettere sul suo futuro, tra arte, creatività, industria e innovazione tecnologica».