Rimini, la CNA: “Il costo del credito frena le piccole imprese”

Rimini
  • 10 luglio 2026

I prezzi dei finanziamenti aumentano con rapidità ma diminuiscono molto lentamente, replicando nel settore del credito dinamiche già viste nei carburanti. Secondo un’elaborazione della CNA sui tassi applicati alle imprese al 31 dicembre 2025, i prestiti di piccolo importo continuano ad avere un costo decisamente superiore rispetto ai finanziamenti di maggiore entità. Questa forbice penalizza le microimprese e gli artigiani che ricorrono a cifre comprese tra i 30 e i 50 mila euro per investire in digitalizzazione, macchinari, continuità aziendale o liquidità, un problema avvertito in modo particolare nella provincia di Rimini, dove il tessuto economico è composto in larga parte da piccole attività legate a commercio, turismo e servizi.

L’analisi dei dati evidenzia che, a livello nazionale, il Taeg medio per i finanziamenti destinati agli investimenti è pari al 3,96%, ma la percentuale sale al 6,08% quando l’importo richiesto è inferiore ai 50 mila euro. Il divario si fa ancora più netto sul fronte dei prestiti per la liquidità, dove il tasso medio raggiunge l’8,73% proprio nella fascia dimensionale più utilizzata dalle piccole imprese. Nonostante nel Nord-Est e in Emilia-Romagna i tassi si mantengano leggermente al di sotto della media nazionale, il costo del denaro per le operazioni minori resta comunque elevato.

Il direttore generale di CNA Rimini, Davide Ortalli, ha sottolineato come la questione sia cruciale per il territorio riminese. I dati più recenti della Camera di Commercio confermano infatti una contrazione del credito erogato alle aziende, che colpisce specialmente le realtà di minori dimensioni. Questa tendenza dimostra come l’accesso ai finanziamenti a costi sostenibili rimanga uno dei principali nodi strategici per salvaguardare la competitività e la crescita dell’economia locale.

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