«Ti troverò», questa è una promessa», «sei vicino al diavolo» e «gli farò pagare le pene della sua vita, andrò fino alla morte», fino al riferimento a una presunta “bomba” pronta soltanto per loro. Sono solo alcune delle minacce che, proferite sia fisicamente sia su TikTok, hanno spinto il gip Alessandro Capodimonte, su richiesta del pm Davide Ercolani, a disporre la misura cautelare del carcere, eseguita mercoledì, nei confronti di un 45enne residente nel Riminese, arrestato con l’accusa di stalking aggravato nei confronti di un pastore evangelico, titolare di un’azienda di ristrutturazioni, e della moglie. Condotte iniziate nel gennaio di un anno fa e che hanno costretto la coppia ad alterare le proprie abitudini di vita, tra cui l’installazione di impianti di videosorveglianza domestici.
Alla base degli atti persecutori ci sarebbe stata la richiesta di aiuto da parte del 45enne che, in un suo personale momento di sconforto, si sarebbe fatto aiutare dal pastore della chiesa evangelica, al quale avrebbe anche consegnato del denaro. Sentendosi poi truffato, avrebbe iniziato a stalkerizzare la coppia, con allusioni a debiti non pagati, alla sua poca affidabilità imprenditoriale e alla sua scarsa credibilità come pastore in campo religioso, fino a finire, come detto, dietro alle sbarre dopo la denuncia sporta ai carabinieri ad inizio luglio.
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