Rimini. L’iscrizione dei consiglieri comunali Lisi e Brunori respinta dai Verdi: “Noi sosteniamo il sindaco, loro no”

Rimini

«Respinte perché irricevibili». Poche parole quelle pronunciate da Alessia Lea Di Rago, portavoce dei Verdi di Rimini, ma dal significato politico forte. Parole che non lasciano spazio a dubbi ed esprimono una bocciatura senza se e senza ma alla richiesta avanzata da Gloria Lisi e Stefano Brunori di potersi iscrivere al partito che, insieme a Sinistra Italiana, costituisce la formazione politica di Alleanza verdi Sinistra (Avs). «Un paio di giorni fa - sottolinea Di Rago - il consiglio federale nazionale si è riunito per discutere di alcuni punti importanti, tra cui le richieste di tesseramento avanzate dai due esponenti politici riminesi. Ebbene, dopo una approfondita analisi il Consiglio ha deciso di bocciarle entrambe. Perché considerate non ricevibili per motivazioni prettamente politiche».

Le motivazioni

Una decisione che potrebbe essere considerata sorprendente in un primo momento, ma che così inattesa, invece, non sembra essere. Chiarisce, infatti, Di Rago: «Il nostro punto di forza è stata sempre la coerenza. è per questo che come gruppo comunale e come prima firmataria mi sono sentita in dovere di chiedere al Nazionale di non accogliere la richiesta di tesseramento di Lisi e Brunori. Due i motivi di fondo. Il primo è legato alla battaglia che, come Verdi, intraprendemmo in fase di presentazione delle liste alle ultime elezioni Comunali del 2021, quando ci accorgemmo che tra le liste d’appoggio alla candidata sindaca Lisi c’era anche quella di Futuro Verde, che alle urne prese, poi, lo 0,19% dei consensi, e che secondo noi fungeva da lista civetta che avrebbe confuso gli elettori a nostro danno. Chiedemmo, naturalmente, il ritiro di quella lista, che, però, non fu accolto. Il secondo è invece di natura prettamente politico-amministrativa». E che riguarda la posizione assunta dai due consiglieri all’interno del Consiglio comunale. «La loro azione politica - continua la portavoce dei Verdi Rimini - in tutti questi anni è stata sempre molto critica nei confronti dell’operato del sindaco Sadegholvaad, che noi, invece, appoggiamo convintamente e che grazie al nostro 1,53% dei voti contribuimmo a far eleggere al primo turno (Sadegholvaad vinse quelle elezioni col 51,32% contro il 32,94% dell’avversario di centrodestra, il leghista Ceccarelli, ndr). Un’opposizione talmente dura che la rende inconciliabile con le nostre posizioni e, di conseguenza, con un eventuale ingresso nel partito, che è, comunque, un partito di maggioranza. E se non è incoerenza questa».

«Continuiamo la battaglia»

Un no secco, dunque. Che sorprende Gloria Lisi e la amareggia. «Vengo a conoscenza di questo “No” direttamente da voi - commenta basita -. Né io, né il collega Brunori, infatti, abbiamo ricevuto comunicazione dal partito dei Verdi. Nonostante le continue richieste di informazioni e di incontri ai vertici comunali, provinciali e regionale. Per cui dal 30 novembre, quando presentammo richiesta di iscrizione, ad oggi non abbiamo saputo nulla di ufficiale. Né un “Sì”, né un “No”. Detto questo - chiosa -, come gruppo consiliare continueremo la nostra battaglia in difesa dei valori ambientalisti e contro questa politica di cementificazione del territorio comunale che l’amministrazione Sadegholvaad sta portando avanti da tempo».

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