Tre piani di edificio, in pieno centro storico, in corso d’Augusto, al civico 187, proprio a due passi da piazza Cavour. Un immobile storico, noto come Palazzo Baldini, che tutti i riminesi conoscono perché in passato è stato un cinema, l’ex Supercinema, chiuso tanti anni fa, che ora è all’asta per un prezzo di 821.625 euro (offerta minima) e che il 19 gennaio 2027, direttamente al Tribunale di Rimini, sarà venduto al miglior offerente: 5.000 euro il rilancio minimo. Le offerte dovranno pervenire entro il 18 gennaio. «Siamo davanti ad un’asta per pignoramento, risalente al 2022 – spiega l’avvocato Vittorio Tortolone, referente per la Romagna di Aste Florio, società di consulenza legale per l’acquisto di immobili attraverso aste giudiziarie – e ad un immobile del valore commerciale di 1 milione e 200 mila euro. Poi sceso a 821 mila euro per i vari ribassi previsti per le aste: un’inziale 10% in quanto l’edificio non è libero da vizi, lo si compra così com’è, eventuali abusi presenti dovranno essere poi sanati dall’acquirente, e un altro 25% previsto dalla procedura di ingresso in asta. Preciso che trattasi della prima asta». Un prezzo, quindi (821.625 mila euro), che farà gola a molti, in particolare a costruttori o immobiliaristi.
Va detto, come si legge sul sito di Aste Florio, che l’immobile, con accesso secondario su Corso Giovanni XXIII, adiacente, quindi, al cinema Fulgor, fa parte di un complesso di origine prebellica e si sviluppa su tre piani fuori terra per una superficie lorda complessiva di circa 1.500 mq. E’ molto grande e comprende diverse unità: un appartamento di 120 mq su primo e secondo piano con cucina, sala, bagno e due camere, oltre a ripostigli nel sottotetto; un ufficio di 79,80 mq al primo piano; un secondo appartamento di 86,10 mq su primo e secondo piano con sala, cucina, bagno e due camere; un bar di 106,50 mq al piano terra con saletta e servizi igienici; e un cinema di 985 mq (l’ex Supercinema appunto) che si estende su piano terra e primo piano, con ingresso, salette, sala cinematografica, cabina di proiezione e gallerie. Fa notare però Aste Florio: «Le unità immobiliari si trovano in pessimo stato di conservazione e abbandono, con seri problemi strutturali e crolli parziali». Che conclude: «L’immobile è anche soggetto a vincolo di tutela storico-artistica e vincolo di tutela archeologica dal 2007, con scavi ancora aperti e in stato di abbandono. Qualsiasi opera progettuale e di ripristino dovrà essere concordata con la soprintendenza. L’immobile è libero per la procedura». C’è infine, da aggiungere che gli impianti (gas, elettrico, idrico, termico) non sono stati riscontrati e non è presente documentazione sulla loro conformità. Non sono presenti neanche impianti di condizionamento, allarme o videosorveglianza. E l’immobile risulta sprovvisto di attestato di prestazione energetica a causa dello stato incompleto dell’involucro edilizio.