Rimini, l’attivista Lola Fabbri con la Flotilla verso Gaza: «Droni sopra le nostre imbarcazioni. Temiamo di essere arrestati»

Rimini

Droni sopra le imbarcazioni, interferenze radio e una notte quasi senza sonno in mare aperto. È il racconto di Lola Fabbri, la skipper riminese a bordo di una delle barche della Global Sumud Flotilla, la missione umanitaria diretta a Gaza intercettata nella notte tra il 29 e il 30 aprile al largo della Grecia dalla Marina israeliana. A raccontare quanto accaduto è proprio lei in un video diffuso sui social da Casa Madiba Network: «Siamo in navigazione verso Creta dopo una lunghissima notte. Siamo stati intercettati davanti alle coste della Grecia: quasi 20 delle nostre barche sono state fermate e i nostri compagni e compagne sono stati portati via dalle navi militari israeliane». La skipper riminese non risulta tra le persone intercettate e prosegue la navigazione insieme agli altri equipaggi. Nel suo racconto emerge la tensione di una lunga notte in mare aperto: «Avremo dormito un paio d’ore in 30 ore di navigazione, disturbati tutta la notte da interferenze radio, droni e dai messaggi che arrivavano da chi era davanti a noi». Poi il pensiero agli attivisti fermati: «Ora stiamo pensando molto a loro e ci chiediamo dove siano». Nel video Lola racconta anche come, nella sua esperienza di skipper, non le fosse mai accaduto nulla di simile: «È una sensazione stranissima avere il timore di venire intercettati e arrestati davanti alle coste della Grecia». E aggiunge: «Ciò che è stato fatto è totalmente fuori dal diritto internazionale», lanciando un appello ai governi affinché intervengano.

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