RIMINI. Sempre più passeggeri all’aeroporto Fellini. L’abolizione della Council tax, le nuove rotte annunciate da Ryanair, l’evento Routes 2026 in maggio e il piano della Regione per armonizzare il sistema aeroportuale, potenziando gli scali minori. Oltre all’operatività h24. Si preannuncia la stagione della svolta per l’aeroporto internazionale di Rimini e San Marino “Federico Fellini”, gestito dalla società AIRiminum 2014. Nonostante le nuove incognite generate dal conflitto in Medio Oriente, le prospettive per lo scalo riminese sono rosee, come spiega l’amministratore delegato di AIRiminum 2014, Leonardo Corbucci.
Ospitare Routes Europe 2026 cosa rappresenta per l’aeroporto di Rimini in termini di visibilità e potenzialità internazionale?
«Un salto di posizionamento internazionale, non solo di visibilità. Nel 2026 Rimini entra nel circuito mondiale Routes come host city nello stesso anno di città-sistema come Rio de Janeiro (Routes America), Xi’an (Routes Asia) e Riyadh (World Routes)».
Routes è un evento molto ambito per gli aeroporti e le destinazioni. Cosa vi aspettate che cambi per il Fellini dopo questo evento?
«È un evento storicamente ospitato da grandi città o capitali europee. Per Rimini sarà un’occasione unica per cambiare la percezione dello scalo agli occhi di chi prende le decisioni nel settore: airline planners, aeroporti, investitori e istituzioni. Routes può rendere ancora più credibile la traiettoria internazionale dell’aeroporto e della destinazione».
La Polonia sta diventando uno snodo centrale per le nuove tratte e Wizz Air e Ryanair hanno inserito più destinazioni collegate al Fellini. Possiamo parlare di Rimini come di un vero e proprio “hub indiretto” capace di connettere la Riviera all’Europa?
«La Polonia è la prova concreta di quanto l’aeroporto sia fondamentale nel conquistare nuovi mercati. Dallo scetticismo dei primi voli Ryanair nel 2018, oggi è diventata una delle aree più apprezzate dagli operatori. Grazie anche agli investimenti di Apt Servizi può diventare il secondo mercato turistico della Riviera dopo la Germania. Nel 2026 Rimini sarà collegata con Varsavia, Cracovia, Katowice e Breslavia con circa 15 voli settimanali operati da Ryanair e Wizz Air. Il margine di crescita è ancora molto ampio».
Quali obiettivi concreti vi siete posti per il 2026?
«Il 2026 è l’anno di svolta per l’aeroporto di Rimini. Oltre a registrare una crescita prevista del +50%, si allineano diversi fattori che possono farci cambiare passo: l’annullamento della Council Tax, l’evento internazionale Routes Europe, il lancio del nuovo distretto aeroportuale e l’ufficializzazione dell’operatività h24 a partire dal 2027. L’obiettivo è trasformare questi elementi in più rotte, più traffico e in un posizionamento internazionale sempre più solido».
Quali sono i driver su cui ancorare la crescita del traffico nei prossimi anni?
«Il primo è il recupero della domanda che oggi vola da altri aeroporti pur originandosi nel nostro bacino. Poi il rafforzamento della competitività operativa dello scalo anche grazie alla cornice regionale e al miglioramento della qualità dei servizi per compagnie e passeggeri. A questo si aggiungono lo sviluppo di un’infrastruttura aeroportuale tra le più moderne in Italia, il rafforzamento societario e una strategia commerciale orientata a rotte più stabili e meno stagionali».
Come si svilupperà questa strategia commerciale nei prossimi tre anni?
«Attorno a due “ancore” e tre pilastri. Le due ancore sono la prospettiva di una base Lcc (Low-Cost Carrier, significa che una compagnia aerea a basso costo stabilisca uno o più aeromobili, ndr) che porti capacità stabile sullo scalo e il collegamento con un hub domestico, che consentirebbe di integrare Rimini nel sistema delle connessioni nazionali e internazionali. Su queste basi si sviluppano tre pilastri: il rafforzamento del segmento low cost con Ryanair e Wizz Air, favorito anche dall’operatività h24; il progetto leisure per qualificare il mix di traffico con operatori come EasyJet e altri vettori interessati allo scalo. Infine lo sviluppo di collegamenti con compagnie di bandiera e hub internazionali, che aumentano lo standing dello scalo, con primi segnali già presenti come British Airways e Luxair.»
La Regione ha avviato un percorso per riorganizzare e rendere più armonico e competitivo il sistema aeroportuale regionale. Come giudica questa iniziativa?
«Siamo in attesa della nuova legge regionale per comprendere meglio, ma già ora credo sia un’iniziativa molto importante e va riconosciuto alla Regione il merito di aver avviato una riflessione strategica su questo tema. L’Emilia-Romagna ha una forte vocazione internazionale, ma oggi il sistema aeroportuale regionale è molto concentrato su un solo hub. Questo comporta maggiori costi di spostamento per residenti e turisti e una maggiore mobilità su gomma, quindi minore competitività del sistema. L’obiettivo di armonizzare il traffico tra gli scali va nella direzione giusta: costruire una rete più equilibrata ed efficiente, capace di ridurre il costo porta-a-porta e allo stesso tempo diminuire traffico stradale ed inquinamento».