Il Comune di Rimini rafforza la sua strategia di sanità territoriale con il progetto “Primo soccorso di comunità nei quartieri”, un nuovo tassello della strategia di rafforzamento della cultura della prevenzione. Si punta infatti a costruire una vera e propria rete locale di primo intervento così da ridurre i tempi di risposta nelle situazioni tempo-dipendenti, come si può verificare nei casi di arresti cardiaci, soffocamenti, traumi, emorragie. Il progetto, della durata di un anno e con un contributo comunale di 10.000 euro, prevede di mappare e rendere visibili almeno il 90% dei defibrillatori presenti sul territorio, formare cittadini e volontari nelle manovre di rianimazione cardiopolmonare, attivare una rete di “first responders di comunità” e coinvolgere i forum deliberativi di quartiere per garantire la più ampia partecipazione. Il tutto in raccordo con il Numero unico europeo 112, attivo nel distretto di Rimini dal 4 febbraio scorso e in coerenza con le Linee guida europee di rianimazione.
Il progetto sarà realizzato in co-progettazione con un ente del terzo settore, da individuare tramite avviso pubblico, che dovrà portare risorse proprie, economiche e di volontariato, a integrazione del contributo dell’amministrazione. Il “Primo soccorso di comunità” si inserisce nel potenziamento dell’assistenza territoriale che vede al centro l’Ospedale di comunità, Osco, e le tre Case della comunità. Il primo, un intervento da sette milioni di euro, è in fase di costruzione con fondi Pnrr e sarà attivo dal prossimo agosto con 20 posti letto.
Nuova Casa della Comunità
Sempre nel polo centrale di via Settembrini, accanto all’ospedale Infermi, è in fase di costruzione anche la nuova Casa della comunità, un edificio di 4.000 metri quadrati, con un investimento complessivo di 13 milioni di euro. I lavori strutturali al grezzo si concluderanno entro la fine del 2026, mentre per l’estate del 2027 si prevede il completamento del primo stralcio con servizi attivati. Il secondo stralcio verrà ultimato con finanziamenti ulteriori e destinato ad altri servizi territoriali, così da integrare le attività svolte nelle strutture che sorgeranno nell’area della salute adiacente all’ospedale potenziando i servizi per i bisogni dei cittadini. Per Rimini Sud-Miramare, si stanno completando le verifiche tecniche con l’obiettivo di attivare la Casa della comunità entro il 2026. E procede anche l’iter per la realizzazione di quella di Rimini Nord a Viserba, in un partenariato pubblico-privato che coinvolge il Comune e l’Ausl Romagna. Come sottolinea l’assessore alle Politiche per la Salute Kristian Gianfreda, “diffondere la cultura del primo soccorso significa abilitare la comunità ad agire, non ad aspettare”. E formando i cittadini come potenziali salvatore di vite “vogliamo costruire una Rimini più sicura e più solidale, dove la capacità di rispondere alle emergenze non dipenda solo dai professionisti della salute, ma dall’intera comunità”. Con il progetto sul primo soccorso di comunità e con l’avanzamento delle Case della comunità, conclude “stiamo sta costruendo una rete integrata che unisce prevenzione, prossimità e presa in carico multidisciplinare. Una trasformazione che mette al centro la persona e rafforza il legame tra istituzioni e comunità”.