Da arrestato a querelante. È la vicenda che vede protagonista un 47enne di Misano Adriatico, finito in manette a inizio dicembre 2025 per mano della Polizia locale dopo aver eluso un controllo a San Lorenzo in Correggiano (per paura che scoprissero la mezza dose di cocaina che nascondeva in auto) e il successivo pericoloso inseguimento per le strade della città. Condotte che gli costarono accuse per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali aggravate, in quanto i violenti speronamenti causarono il ferimento di tre agenti. Positivo al narcotest, l’uomo, difeso dall’avvocato Stefano Caroli, l’indomani venne processato per direttissima, al termine della quale la giudice Elisa Giallombardo, dopo la convalida dell’arresto, dispose nei suoi confronti l’obbligo di firma, in attesa del processo definito poi con un patteggiamento ad un anno e 6 mesi di carcere con pena sospesa.
Durante l’udienza, però, il 47enne dichiarò che le lesioni al volto riportate non sarebbero state causate dall’incidente avvenuto dopo l’inseguimento, ma dagli agenti della Polizia locale intervenuti sul posto. A domanda precisa del difensore, l’uomo infatti rispose che “le lesioni me le merito, loro sono stati un po’ pesanti nei miei confronti, ho una frattura del naso, un dito storto, le lesioni non hanno attinenza con l’incidente, erano gli agenti della municipale. Non so chi è stato perché ero faccia a terra, con i piedi sulla testa, in quel momento avevo paura”. A seguito di queste dichiarazioni, la giudice dispose la trasmissione degli atti alla Procura per le opportune valutazioni.
Il 47enne, recuperata la propria lucidità a seguito dell’accaduto, realizzò che gli agenti della Polizia locale, nel ricostruire la dinamica, avevano dichiarato il falso nella relazione di servizio e nelle querele sporte per le lesioni, laddove affermavano di essere stati speronati dall’imputato. Se infatti i tre pubblici ufficiali dichiararono di essere stati colpiti sulla fiancata sinistra e che, a causa di tale urto, la vettura di servizio andò in testacoda, per l’uomo e i suoi difensori la dinamica dei fatti sarebbe un’altra, come comprovato dai rilievi oggettivi eseguiti dai carabinieri. Ricostruzione affidata dall’uomo ad un consulente tecnico del Tribunale di Forlì, il quale sulla base dei rilievi oggettivi affermò che l’auto della polizia locale avrebbe effettuato un sorpasso e, rientrando troppo presto, avrebbe urtato la fiancata anteriore sinistra dell’Audi guidata dal 47enne, dove sono ben visibili le tracce delle gomme, causando poi la perdita di controllo e l’impatto contro un muretto.
Sulla base di questa ricostruzione, il 47enne ora ha denunciato i tre agenti per falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, calunnia, lesioni e danneggiamento, chiedendo che vengano individuate le eventuali responsabilità penali e riservandosi la costituzione di parte civile nel procedimento. Sull’accaduto ora indaga la Procura.