Rimini. Invasione di gabbiani in centro, ecco come intervenire

Rimini

Il centro cittadino diventa a giugno sempre più “terra” di gabbiani. Luogo prescelto da questi grossi pennuti per nidificare e, nel contempo, complicare la vita ai residenti. “Rimini è una città balneare - spiega Claudio Arrigoni, responsabile dell’Attività faunistica venatoria della Regione Emilia Romagna - e come tale ad ogni fine primavera si ritrova con numerosi gabbiani che dalla marina si spostano in città per fare i nidi e attendere la schiusa delle uova fecondate. Tutto questo fino ad inizio luglio quando i pulli, ormai autonomi, iniziano a volare verso il mare”.

La prevenzione

Intanto, per circa un mese la loro presenza si fa assidua nei cieli e nei tetti, i suoni acuti che vengono emessi anche nelle ore notturne, e la protezione nei confronti dei pulli li spinge anche a simulare attacchi anche verso l’uomo. “I gabbiani sono parte integrante del territorio marino - sottolinea Arrigoni - e quindi non possono essere allontanati in modo coatto dalle città, né ovviamente abbattuti, poiché specie protetta. Qualcosa però possiamo farla per prevenire e difenderci dalla loro invadenza. In primis, bisogna fare attenzione a come si smaltiscono i rifiuti, in particolare l’umido. Perché rappresenta una fonte di alimentazione per i gabbiani: carne, pesce, uova, mangiano tutto. Per cui è necessario gettare le immondizie in cassonetti ben chiusi e non abbandonarle all’aperto, sui marciapiedi”. Questo per non invogliarli a scegliere certe zone cittadine piuttosto di altre.

Mentre per impedire o rendere difficoltosa la loro nidificazione, cosa si dovrebbe fare? “In questo caso - risponde il dirigente regionale - ci sono delle vere e proprie tecniche dissuasive. Una visiva, l’altra acustica. Nel primo caso si potrebbero posizionare dei falchi finti sui tetti, sulle terrazze o su tutti quei luoghi dove è più semplice la nidificazione. Con un accorgimento, però: spostarli spesso, perché poi il gabbiano si abitua a questa presenza continua e statica e, dopo un po’, non si spaventa più. Nel secondo caso, invece, si potrebbero utilizzare delle registrazioni di suoni emessi dai falchi, che sono grandi predatori. Vedrete che i gabbiani difficilmente si avvicineranno al vostro balcone o al vostro tetto. Purché, anche in questo caso, abbiate l’accortezza di spostare la fonte sonora da una parte all’altra dell’edificio o della terrazza”.

Attacchi simulati

I gabbiani, va ricordato, sono pennuti abbastanza grandi che possono raggiungere anche i 60 centimetri e un’apertura alare che può variare dai 110 fino ai 140 centrimetri. E, quindi, vederseli a pochi metri di distanza fa un certo effetto. “Una cosa è certa, non sono pericolosi per la salute poiché non sono specie portatrici di malattie - conclude Arrigoni - Bisogna solo far attenzione a non avvicinarsi troppo ai nidi. Perché pur di difendere i pulli sono capaci di simulare attacchi. Ho usato il termine simulare appositamente, poiché volano, anche a bassa quota, fino a sfiorare quello che ritengono un pericolo. Un’azione che per un ciclista o per una persona anziana può rappresentare un rischio”.

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