Due anziani ricoverati in Rianimazione, di cui uno intubato. Altri sei in Medicina d’urgenza, ventilati. E quattro in “Infettivi”. L’influenza inizia a mietere le prime “vittime” a Rimini. E da una quindicina di giorni sta provocando l’ingolfamento quotidiano del Pronto soccorso dell’Infermi e l’esplosione dell’occupazione dei posti letto dell’ospedale.
«Siamo saturi – sottolinea Francesca Raggi, direttrice medica dell’Infermi – I 550 posti letto sono tutti occupati. E per soddisfare tutte le necessità lavoriamo sulle dimissioni, attraverso la collaborazione delle strutture intermedie e delle case di cura private. Ma non solo. In alcuni casi abbiamo dovuto trasferire pazienti negli ospedali della provincia: Riccione, Cattolica, Santarcangelo, Novafeltria».
Lo spirito di sacrificio
Non è un bollettino di guerra, ma poco ci manca, verrebbe da dire. «Siamo ai livelli di giugno, luglio, agosto – puntualizza la direttrice -. Tuttavia, grazie all’impegno e allo spirito di sacrificio di tutti gli operatori sanitari, stiamo reggendo». Al punto da dover andare ad occupare perfino i posti letto in ambienti chirurgici.
«Visto il calo di interventi che si verifica solitamente sotto le Festività – precisa Tiziana Perin, direttrice del Ps e di Medicina d’urgenza – quel surplus di letti disponibile lo abbiamo destinato alle emergenze dei non influenzati. E lo abbiamo subito esaurito».
Festività da allarme rosso
Una situazione d’allarme rosso, dunque, che va avanti dall’inizio delle Festività. Tra polmoniti e crisi respiratorie. «Diciamo che da Natale abbiamo un ingresso costante di 300-350 pazienti al giorno in Pronto soccorso – spiega Perin -. Non tutti per l’influenza, ovviamente, ma una buona parte sì (almeno un 30-40%, ndr). E di questi ultimi abbiamo avuto due ricoveri in Rianimazione, di cui uno intubato il 5 gennaio. Altri sei sono qui in Medicina d’urgenza, sotto ventilazione, e quattro in Infettivi. Parliamo di over 70, naturalmente, e di pazienti che non hanno fatto il vaccino antinfluenzale: almeno i primi otto».
«A dimostrazione - aggiunge in modo chiaro Raggi - dell’importanza che il siero antivirus riveste per i più anziani e per i fragili».
Picco e speranze
E l’unico giorno in cui la media ingressi in Pronto soccorso si è abbassata ai livelli normali, quelli classici dell’inverno, è stato martedì. «Con la neve, infatti, sono arrivate meno persone – osserva la direttrice del Pronto soccorso -: 181 in tutto. Ma già oggi (ieri, ndr) è ritornato il grande afflusso».
A questo punto una domanda sorge spontanea: con tutti questi ingressi e con tutti questi ricoveri, il picco influenzale è stato raggiunto? «Oggi (ieri, ndr) il dottor Biagetti, direttore dell’unità operativa di Malattie infettive, ci ha dato una speranza – osserva Raggi -: ci ha detto che i numeri non stanno aumentando. Leggiamola, quindi, in chiave ottimistica». Chiosa, allora, Perin: «Picco? Non lo abbiamo ancora raggiunto».