Crescono i pernottamenti a Rimini. Per decine e decine di migliaia. Nonostante tutto. Nonostante una crisi economica che, tra inflazione alta e stipendi bassi, ha eroso il potere di acquisto delle famiglie italiane, molte delle quali, per arrivare a fine mese, hanno dovuto rinunciare alle vacanze estive. Quelle balneari - luglio e agosto - bacino tipico della Riviera. Eppure, Rimini ce l’ha fatta. Anche stavolta. Ce l’ha fatta a crescere in termini di presenze, quelle che fanno Pil e portano ricchezza alla città.
Secondo i dati in possesso a Palazzo Garampi e relativi agli incassi derivanti dalla tassa di soggiorno, infatti, il 2025, nel capoluogo italiano delle vacanze, si è chiuso con 7.380.304 pernottamenti, contro i 7.287.256 del 2024. Qualcosa come 93.048 in più (+1,27%), che determinano un consolidamento della crescita turistica che, se facciamo riferimento al 2023, ha segnato un +5%. «Un’annata positiva lungo tutto l’arco dei 12 mesi – commenta Palazzo Garampi - con un primo semestre record, all’insegna di punte del +12,14% di pernottamenti a gennaio e del +10,43% a giugno. Con un’estate in difesa, ma di sostanziale tenuta, visto che agosto ha fatto segnare un lievissimo calo del –0,15% e un autunno sull’altalena, con settembre al -4,3% e ottobre al +7,2%. Fino alla risalita invernale, con dicembre in gran spolvero grazie agli eventi natalizi: +1,55% di pernottamenti».
«Questo risultato positivo – sottolinea il Comune -, siamo al quinto anno consecutivo in crescita dal 2020, anno del Covid, ad oggi, ha determinato il rispettato delle previsioni di bilancio 2025, che prevedevano un incasso da Imposta di soggiorno di 13,57 milioni di euro: in realtà ne sono stati incassati 13,85 milioni». Soldi entrati nelle casse del Comune. Non tutti però. Perché una componente è finita in evasione: all’appello mancano 400mila euro. «L’amministrazione – conclude Palazzo Garampi - ha già notificato un centinaio di accertamenti, per un totale di 218mila euro». E altri 175.000 euro sono ancora da recuperare.
Una crescita di presenze, quelle del 2025, legata sì al balneare e agli stranieri, ma anche al mercato destagionalizzato, quello delle fiere, dei congressi, degli eventi sportivi e musicali.