RIMINI. Dai dati turistici 2025, con i 7 milioni di pernottamenti superati, allo scenario 2026, contrassegnato dalla preoccupante guerra in Iran e dal possibile irrigidimento della crisi economica in corso, fino ai progetti per la Rimini del futuro.
I numeri
Il sindaco Sadegholvaad approfitta del consiglio monotematico sul turismo di ieri sera per fare il punto sullo stato di salute del comparto vacanziero-balneare e per annunciare le novità che accompagneranno la città verso il 2030. Tra nuove realizzazioni infrastrutturali (l’Arena da 15mila posti alla Fiera), stravolgimenti gestionali (i bandi per gestire le spiagge) e trasformazioni urbanistiche (variante alberghiera e piano dell’arenile). «Vorrei iniziare col ricordare – attacca subito il sindaco – che Rimini, secondo i dati Istat, da gennaio a dicembre dello scorso anno, con le sue 7.167.669 presenze, ha fatto registrare un segno “più” sia negli arrivi (+3,65%: + 1,7% italiani e + 7,93% di stranieri), che nei pernottamenti (+1,2%). Un risultato importante ottenuto nonostante la forte contrazione del mercato interno». E ignorando quello che sarebbe poi accaduto in Medio Oriente. Con l’attacco israelo - americano all’Iran e l’esplosione di una vera e propria guerra regionale, dai risvolti inimmaginabili. «La domanda che resta in sospeso è una sola – rilancia Sadegholvaad -: che impatto avranno queste tensioni e quanto peseranno sul costo della vita e sulla propensione alle vacanze degli italiani?». Impossibile per ora rispondere, sia per il sindaco «è un interrogativo che lascio in sospeso» che per lo stesso consiglio.
Poi uno sguardo al futuro. Dal 2026 al 2030 il passo sarà breve e carico di novità «perché avremo 48 mesi per far uscire una nuova forma di turismo con la quale si dovranno fare i conti per i 15 anni successivi». Spiega, allora, Sadeghiolvaad: «Siamo alla vigilia di una nuova rivoluzione perché dal 2027 al 2030 si concretizzeranno: le gare per la spiaggia, il nuovo piano dell’arenile, gli impatti della nuova variante alberghiera e del commercio, il completamento del piano di sviluppo delle rotte aeroportuali, la realizzazione del nuovo piano di sviluppo delle Fiera con la costruzione della nuova Arena da 15mila posti. Una serie di programmi che rispondono alle ambizioni di una città che da tempo è uscita dal perimetro delle due velocità: frenetica d’estate, dormiente in inverno, per diventare punto di riferimento di un’ospitalità variegata e ricca di servizi 12 mesi all’anno». Tutto questo grazie anche al processo di rinnovamento cominciato nei primi anni 2000, passato attraverso il Piano strategico, e concretizzatosi, in buona parte, con le realizzazioni compiute negli ultimi 15 anni «e, se non le avessimo fatte, ci troveremmo oggi a parlare di cose e numeri sensibilmente differenti».
«Alzare la qualità»
E allora via al messaggio a nota unica: per un pubblico che deve continuare ad investire, ci vuole un privato che dovrà tornare ad investire «perché è la qualità a fare la differenza». Conclude Sadegholvaad: «Davanti a noi ci sono sfide difficili e inedite, basti pensare al tema delle evidenze pubbliche. Per questo chiedo al consiglio e agli operatori turistici di essere consapevoli e compatti. E soprattutto convinti che guardando avanti, innovando e credendo in Rimini e nel suo futuro, possiamo continuare a recitare il ruolo di leader nel panorama nazionale, aprendo nuovi orizzonti in quello internazionale».