Rinforzi di Polizia prima di Pasqua e non dopo la Notte rosa, e “promozione” della Questura. Il sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad replica con un invito alla collaborazione su questi due temi all’esortazione del parlamentare della Lega Jacopo Morrone, segretario del Carroccio in Romagna, a fare un “mea culpa” in tema di sicurezza urbana. Il primo cittadino riminese è però conciliante fino a un certo punto. Si deve, osserva, “essere positivi e collaborativi, al di là delle convenienze e dei calcoli dei rispettivi partiti, quando di fronte si hanno temi e problemi appartenenti all’ambito dell’interesse collettivo”. Tuttavia, “con spirito collaborativo”, oltre alla proposta “operativa e bipartisan sul tema della sicurezza”, elenca a Morrone “cinque motivi che non le rinfaccerò”. In primo luogo all’annuncio del leghista dell’arrivo nel 2026 di 21 nuovi agenti di Polizia corrispondono le affermazioni dei sindacati di Polizia sui 28 agenti che andranno in pensione.
Ai 213 rinforzi di Polizia della scorsa estate, fanno invece da contraltare i 286 dell’estate 2024 e i 330 del 2023. Il governo, inoltre, prosegue nei motivi da non rinfacciare Sadegholvaad, “non inserisce le Polizie locali, uniche escluse, tra le Forze da tutelare in termini previdenziali e di ‘scudo penale’, latitando alcuna legge di riforma del settore”. Mentre “il fenomeno dei cosiddetti ‘maranza’ e delle baby gang sulla Riviera è per la prima volta esploso anni fa proprio a Riccione quando governava il centrodestra”. E Sadegholvaad difese pubblicamente la sindaca Renata Tosi dagli attacchi. A valle c’è infine la domanda se “in questi ultimi tre anni la sicurezza in Italia sia aumentata o diminuita?. Meglio insomma, conclude il sindaco, “evitare polemiche e scaricabarile”, e convergere sulla proposta per rinforzi di Polizia “già a Pasqua” e per “scoprire in quale cassetto è finita la pratica per il cambio di categoria della questura di Rimini, snodo necessario per ottenere organici rinforzati in modo permanente”.