“Benvenuto a Rimini, Papa Leone”. Il sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad saluta il Pontefice a nome di tutta la città in una lettera aperta verso la visita di domani: “Quella di domani è una giornata attesa, per la quale tutta la comunità ha lavorato negli ultimi mesi nell’intento di farla sentire completamente riminese, rappresentandole il meglio di sé. Per questo, nelle ore che precedono un incontro con la città che già possiamo definire memorabile, desidero sottolineare la straordinarietà di questa partecipazione diffusa, guidata dall’entusiasmo e dalla passione del Vescovo Nicolò Anselmi e della Diocesi di Rimini e fatta da migliaia di volontari, dalle istituzioni, dalle forze dell’ordine che sono riuscite a mettere in piedi una festa che allo stesso tempo è un appuntamento con la Storia. Non è stato facile ed è pure complesso gestire le ultime, frenetiche ore che precedono l’incontro: ma ne è valsa la pena”.
“Sappiamo bene - continua Sadegholvaad - che dalla Sua visita si alzerà verso il mondo un messaggio potente e incisivo per invitare i popoli al dialogo, alla pace, al ripudio di ogni forma di violenza che è ingiustificabile anche e soprattutto se ammantata dalla religione. La fede unisce, non provoca le guerre. Ma quello per cui già oggi la comunità riminese tutta vuole ringraziarLa è per averci unito. Nelle frenetiche settimane dell’organizzazione è stata esaltata l’umanità e la laboriosità disinteressata delle persone. E in questo sforzo collettivo ognuno si è sentito protagonista perché ad ognuno il cuore si è scaldato. E questo calore prezioso lo conserveremo anche per i momenti più freddi e difficili: niente è più forte della speranza e questa speranza è cresciuta insieme e tra le donne, gli uomini, le ragazze ed i ragazzi che hanno lavorato all’avventura che domani in città, nei padiglioni del Meeting e in spiaggia, troverà finalmente il suo approdo. La Storia, perché questo è un evento storico, è fatta di innumerevoli storie, di tante piccole cronache quotidiane e sparse che solo col tempo assumono la forma compiuta di una traiettoria collettiva. In attesa di tutto questo, che sicuramente un giorno sarà detto e scritto a ragion veduta, oggi possiamo darLe il benvenuto a Rimini con emozione ed orgoglio perché già abbiamo ricevuto un dono: la consapevolezza di essere comunità in un mondo difficile come quello odierno. Grazie Papa Leone e grazie grande comunità di Rimini’.