Rimini, il sindaco Sadegholvaad attacca gli albergatori parassiti: “Via da qui chi non intende investire”

Rimini

«A Rimini abbiamo due generi di albergatori: da una parte quelli ancora motivati e desiderosi di un futuro florido per la città e per le loro imprese; dall’altra, invece, dei proprietari e affittuari che vivacchiano con stratagemmi di dumping tariffario e acrobazie varie». Davanti a operatori turistici, gestori d’hotel, imprenditori, giunti al Grand Hotel, anche dal Veneto, per partecipare al convegno promosso da Teamwork hospitality sul futuro del comparto ricettivo della Riviera, il sindaco Sadegholvaad prende la parola e ribadisce l’importanza dell’evoluzione che la città ha avuto in questi ultimi anni «da meta balneare a capitale dell’ospitalità 12 mesi all’anno» e la necessità «di dover intercettare l’interesse e i capitali degli investitori esterni».

«Via i parassiti»

«Ma per fare questo - precisa il sindaco - dobbiamo trovare il modo di allontanare da Rimini quella parte di operatori che lavorano in modo parassitario, che non fanno investimenti e che usano solo il prezzo basso come leva competitiva, per riuscire a coinvolgere gli altri, la parte sana, a riprendere gli investimenti e a traguardarsi verso il futuro». Affinché quei 750 milioni di investimenti pubblici messi a terra in 25 anni per rifare il nuovo quartiere fieristico, il nuovo palazzo dei congressi, il parco del mare con la pedonalizzazione di 13 chilometri di waterfront, l’eliminazione di 13 scarichi a mare, la realizzazione di due nuovi musei, e la costruzione della prima tratta del metromare, «fungano da benzina per far viaggiare la macchina degli investimenti privati».

Investimenti alberghieri

Tesi che in un certo senso ricalcano quelle contenute nel report presentato dalla società Investimenti alberghieri sul mercato ricettivo riminese «da qualche anno in calo di utili, nonostante l’aumento delle presenze, soprattutto estere, dovuto allo sviluppo di segmenti strategici come le fiere e i congressi, le manifestazioni sportive, gli eventi, la connettività aeroportuale».

Un calo, sentenzia l’analisi, causato «da un sistema alberghiero che non riesce a trasformare queste presenze in margini di guadagno, in investimenti e in valore immobiliare, per via anche di immobili in molti casi vecchi».

Immobili datati

Sottolinea Sadegholvaad: «Rispetto a questo lavoreremo su tutti i fronti: dalla variante che toglie il vincolo alberghiero al nuovo Pug, dalla finanza agevolata per i nuovi progetti all’aggiornamento della legge regionale del turismo, fino alla classificazione e alle forme alternative di ospitalità, come i condhotel». E aggiunge: «Saremo laici anche sulla questione della trasformazione in alloggi delle strutture ricettive in stato di degrado. Ma questa “laicità’ non significa aprire le porte a una sorta di “new town”, di città di sole seconde case vista mare. Non snaturalizzeremo il nostro tessuto sociale ed economico, che si regge da sempre sull’equilibrio tra innovazione, tradizione e trasformazione».

Non solo alberghi, però, perché nel corso del convegno si è parlato anche di politica turistica balneare da innovare.

Patto con Jesolo

«Ci tengo a dire che sul tema spiagge siamo l’unica città turistica che abbina i nuovi bandi europei condizionandoli alla demolizione, riprogettazione e ricostruzione di tutti gli stabilimenti balneari col risultato di avere 14 chilometri di arenile riqualificato e ricco di novità». Quindi, vista la presenza di molti operatori giunti da fuori regione, in particolare dal Veneto, Sadegholvaad ricorda al governo che «il turismo balneare lungo la costiera adriatica necessita di una politica industriale sostenuta da norme efficaci e finanziamenti adeguati, che consenta a Rimini e Jesolo, che distano solo 300 chilometri, di lavorare in sinergia per ottenere finalmente i mezzi che meritano».

Rimini 2040

Ma davanti ad una platea di operatori turistici il sindaco conclude elencando quanto fatto, in questi 20 anni, grazie al Piano strategico, il cui termine naturale è fissato al 2027 («è cambiata la percezione della nostra città, le persone amano Rimini e desiderano viverci perché l’apprezzano di più»), e quanto ancora c’è da fare. «Rimini città dei giovani e delle relazioni è il sottotitolo del nuovo piano strategico 2040 - chiosa -. Un Piano che si occuperà di costruire progetti per il rilancio della filiera turistica: alberghi, spiagge, ristorazione, decoro, eventi, affinché quei 500 alberghi annuali operativi - 15 anni fa ce n’erano solo 150 - possano ulteriormente crescere di numero».

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