Rimini, il responsabile malattie infettive dell’Ausl Romagna, Biagetti: “Usciti dall’influenza ma cresce il virus respiratorio sinciziale”

Rimini

«Dall’influenza siamo usciti. Stiamo, però, vedendo un incremento di pazienti positivi al virus respiratorio sinciziale che può provocare gravi disturbi come polmoniti o scompensi cardiaci a neonati e anziani». Nell’annunciare l’ormai progressivo indebolimento del virus tipico del periodo invernale, Carlo Biagetti, responsabile malattie infettive dell’Ausl Romagna, mette in guardia i riminesi da un’altra patologia virale: «Ieri (il 16 febbraio, ndr) su 6 persone ricoverate in Romagna per influenza ne abbiamo riscontrate altre 32 allettate col virus sinciziale». Una malattia, quest’ultima, anch’essa tipica dei periodi freddi. Che sta sostituendo l’influenza che quest’anno è arrivata con un certo anticipo, rispetto allo scorso anno, e che se ne sta andando con altrettanto anticipo.

Già da inizio novembre

«Proprio così – conferma Biagetti -. Quest’anno il virus influenzale è arrivato un mese prima: agli inizi di novembre, infatti, erano già diversi i pazienti giunti ai pronto soccorso positivi. Quando, invece, il periodo solito è la prima settimana di dicembre». Stessa cosa per il picco dei contagi «che lo abbiamo toccato a fine dicembre, rispetto a fine gennaio dell’anno precedente». «Nella settimana clou dei contagi, fine dicembre appunto – sottolinea, poi, l’infettivologo -, su 1200 pazienti giunti ai pronto soccorso almeno la metà era positiva al virus. Adesso, invece, su seicento ingressi settimanali solo il 5% arriva influenzato».

Copertura bassa

Influenza, come lontano ricordo dunque. Quando all’Infermi, tra fine dicembre e inizi di gennaio, su 350 ingressi quotidiani, almeno il 40% arrivava col virus e doveva essere ricoverato: due anziani finirono, addirittura, in rianimazione. Mentre il 6 febbraio scorso, come riportato dal sito dell’Ausl, l’incidenza era così bassa da fermarsi a 8 casi su mille abitanti. Contro i 10 casi medi registrati in Romagna.

Tutto questo, va, però, precisato, con una campagna vaccinale che per gli over 65 ha registrato, a Rimini, una copertura inferiore, addirittura, alla soglia psicologica del 50%: 49,2%, contro il 53,5% della Romagna (Forlì-Cesena 54%, Ravenna 56,4%). Insomma, una copertura decisamente bassa. Che se quest’anno si distanzia di 4,3 punti percentuali dalla media romagnola, rispetto allo scorso anno, quando i vaccinati, in Romagna, toccarono quota 55,3%, si allontana, addirittura, di 6,1 punti percentuali. A dimostrazione di un certo scetticismo che i riminesi nutrono nei confronti dei vaccini.

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