Rimini, il ministro Lollobrigida a Macfrut: “È deprimente che l’Unione Europea conti così poco”

Rimini
  • 21 aprile 2026

“Auspichiamo che si lavori per la pace e su questo il nostro governo è ovviamente impegnato con un’Unione Europea che probabilmente deve tornare ad essere più capace di influire sulle scelte mondiali”. A Rimini per l’inaugurazione di Macfrut, la fiera internazionale dell’ortofrutta, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrogida sottolinea alla stampa che è “abbastanza deprimente che il continente con il più grande mercato, con una ricchezza pro capite così elevata, con una storia così importante, negli scenari internazionali conti così poco”.

L’Ue, prosegue, “nasce per garantire pace e prosperità, erano gli obiettivi dei fondatori della Comunità economica europea oggi Unione europea”, e “da questo punto di vista, la pace è a rischio, ormai la guerra è ai nostri confini, dopo l’aggressione della Russia all’Ucraina, esistono scenari internazionali molto complessi, e il protagonismo europeo che si sta cercando di ricostruire in questi anni denuncia però che l’Europa aveva sbagliato strada”. In questi anni in cui sono prevalse scelte burocratiche, continua, l’Europa è sembrata “più un carrozzone che un luogo nel quale, come i padri dell’Europa volevano, si ragionasse di cosa pragmaticamente fare per mettere in condizione i cittadini di avere sempre più speranza e desiderio di stare insieme”. Per Lollobrigida, “non si ottiene un’Europa più forte, più unita, con le burocrazie europee che impongono. Bisogna essere coscienti che è una scelta che ti garantisce maggiore libertà, maggiore democrazia, maggior ricchezza e prosperità e questo in tendenza porta alla pace”.

In particolare l’Italia chiede la sospensione del Sibam, il regolamento che prevede un aumento dei costi sui fertilizzanti, “dovuto esclusivamente a scelte europee. Quello che non abbiamo non possiamo tassarlo alle importazioni mettendo in difficoltà il nostro modello di sviluppo - precisa - quindi il primo messaggio che dobbiamo dare è a noi stessi. Siamo europei, l’Europa deve essere meno burocratica, più pragmatica, più veloce nella reazione. Quello che dipende da noi lo possiamo scegliere e quello che non dipende da noi possiamo provare ad influenzarlo”.

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