Le pagine del Libro dei sogni di Federico Fellini hanno seguito, nel tempo, strade diverse. Alcune sono rimaste unite, altre sono state donate ad amici e collaboratori, altre ancora sono entrate in collezioni private. Attraverso un progetto finanziato dal Ministero della Cultura il Fellini Museum potrà recuperarne quattro, proseguendo il lavoro di ricostruzione di uno dei più importanti manoscritti illustrati del Novecento italiano.
Il Comune di Rimini ha ottenuto il finanziamento nell’ambito del PAC – Piano per l’Arte Contemporanea 2026, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. Il progetto, intitolato “Le pagine recuperate. La ricomposizione del Libro dei sogni di Federico Fellini”, consentirà l’acquisizione di due fogli originali – quattro pagine complessive – appartenuti a Vincenzo Mollica, giornalista, scrittore e studioso dell’opera felliniana, che fu legato al regista da una lunga amicizia. Fu lo stesso Fellini a donargli personalmente queste pagine. Il Ministero finanzierà l’acquisizione con un contributo di 15.000 euro.
Due delle quattro pagine oggi acquisite furono tra le prime ad essere rese pubbliche. Comparvero nel 1991 sulla rivista “Il Grifo”, diretta da Vincenzo Mollica, quando il Libro dei sogni era ancora conosciuto soltanto da una ristretta cerchia di studiosi e amici del regista.
Tra queste spicca “Il pittore delle belve”, il sogno del 22 giugno 1980. È una delle tavole più articolate dell’intero Libro. Un’enorme testa di tigre, dagli occhi spalancati e inquieti, domina la composizione come un’apparizione. Poco più in là la stessa tigre posa docilmente nella foresta mentre un pittore cerca di ritrarla; tutt’intorno compaiono pantere nere, felini immobili, cavalletti e tele. Gli animali sembrano osservare il pittore più di quanto lui osservi loro.
Sul verso dello stesso foglio Fellini annota un sogno dell’anno successivo. Ancora un pittore, questa volta intento a ritrarre una gigantesca figura femminile. Al di sopra della scena, sospesi in un paesaggio notturno illuminato dalla luna e attraversato dall’acqua, compaiono Totò, Macario e Pulcinella. È un’immagine in cui ritornano alcuni dei temi più ricorrenti dell’immaginario felliniano: il teatro, il circo, la fiaba e il sogno.
Ancora più significativa è la pagina dedicata al “Segno del Tao”, che conserva la parte conclusiva del sogno del 27 dicembre 1960, uno dei primi registrati nel Libro dei sogni e considerato dallo stesso Fellini uno dei sogni più importanti dell’intera raccolta.
Fellini sogna di essere seduto dietro una grande scrivania, nella hall di un aeroporto, incaricato di concedere o negare il visto d’ingresso. Davanti a lui compare un uomo dai tratti orientali, immobile, austero, enigmatico. Il regista prova insieme timore e attrazione, ma rimane incapace di decidere se lasciarlo entrare oppure respingerlo. Ernst Bernhard, lo psicoanalista junghiano che seguì Fellini dal 1960 al 1965, riconobbe in quella figura l’ombra, la parte sconosciuta della personalità destinata, prima o poi, a manifestarsi.
Fu lui a dirgli: Il giorno in cui realizzerà questa figura sarà un grande giorno. Molti anni dopo Fellini avrebbe definito quel sogno «quello che riassume l’intero significato della mia esistenza».
Quella figura non lo avrebbe più abbandonato. Riaffiora nei disegni degli anni successivi e ricompare anche in un celebre foglio oggi conservato nel Fondo Liliana Betti, acquisito nel 2020 dal Ministero della Cultura e depositato dal 2023 presso l’Archivio del Fellini Museum.
“Questo finanziamento – dichiara l’assessore alla Cultura Michele Lari - rappresenta un importante riconoscimento della qualità scientifica del lavoro che il Fellini Museum sta svolgendo. È anche il risultato di una strategia che, negli ultimi anni, ha visto il Comune di Rimini investire con continuità nella tutela del patrimonio felliniano, trovando nel Ministero della Cultura e nella Regione Emilia-Romagna due partner istituzionali fondamentali. Essere l’unico progetto finanziato in Italia nella sezione dedicata all’acquisizione di collezioni e archivi conferma la rilevanza nazionale di questo percorso. Ogni nuovo documento che entra nell’Archivio rafforza il ruolo di Rimini come luogo di riferimento internazionale per la memoria e gli studi su Federico Fellini.”
“Desidero anzitutto ringraziare Vincenzo Mollica, che con la sua disponibilità ha reso possibile questa acquisizione - aggiunge il direttore del Fellini Museum Marco Leonetti - Ricomporre il ‘Libro dei sogni’ significa restituire unità a un’opera che il tempo aveva disperso. Ogni pagina recuperata non arricchisce soltanto l’Archivio del Fellini Museum: ci restituisce un frammento del laboratorio creativo di Fellini”.