Rimini. Il bando sfuma ma il lavoro per il progetto di riqualificazione dell’impianto va pagato: condannata associazione sportiva

Rimini
  • 23 agosto 2026

Doveva essere la copertura di un campo da padel, con un preventivo da circa 8.800 euro. Poi il progetto si allarga: due campi da padel, coperture per i campi da tennis e la riqualificazione dell’intero centro sportivo. A lavorarci sono due architette e un ingegnere, che alla fine chiedono complessivamente circa 10mila euro in più, oltre Iva e contributi. Il finanziamento pubblico sul quale il progetto avrebbe dovuto contare, però, non arriva. A quel punto l’associazione sportiva sostiene: se non ci sono i soldi del bando, non c’è nemmeno il compenso. Ma il Tribunale di Rimini, nella sentenza firmata dalla giudice Giorgia Cecchini, non le dà ragione e la condanna a pagare 18mila euro ai professionisti, a cui vanno aggiunti interessi, Iva, contributi e spese legali per ulteriori 10mila euro complessivi.

La controversia

La vicenda riguarda un centro sportivo di Torre Pedrera e comincia nell’estate del 2020. Il rappresentante dell’associazione sportiva si rivolse a un’architetta, con la quale aveva anche un rapporto di amicizia, per studiare la copertura di uno dei campi da padel dell’impianto di via Foglino. Per quella prima idea venne predisposto un preventivo di 8.843,50 euro. Poi entrò in scena il bando nazionale “Sport e Periferie 2020” e il progetto cambiò volto: non più soltanto una copertura, ma una riqualificazione più ampia del centro, con due campi da padel e interventi sulle strutture sportive. Al progetto lavorarono due architette e un ingegnere: vennero realizzati progetti, tavole e relazioni e la documentazione venne trasmessa al Comune.

Il problema nacque quando arrivò il momento di stabilire il compenso. Per il nuovo progetto, infatti, non risultava essere stato predisposto un preventivo scritto prima dell’incarico. Nel marzo 2021 i professionisti quantificarono però il lavoro in 18mila euro, oltre Iva e contributi. L’associazione sportiva allora contestò la richiesta e sostenne che il pagamento fosse legato all’ottenimento del finanziamento. Il bando, però, non portò i soldi sperati: la domanda, infatti, non venne finanziata per l’esaurimento delle risorse disponibili.

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