Rimini, i giovani riscoprono “la stagione” al lavoro. Gli albergatori: “Il problema dei dipendenti sta finendo”

Rimini

I giovani riscoprono la “stagione”. E, dopo anni di rigido rifiuto, ritrovano il piacere di lavorare in albergo, “servire” a tavola, “aiutare” in cucina. «Il cambio di modello gestionale che molte strutture ricettive di Rimini hanno adottato e che impone meno ore lavorative – sottolinea Patrizia Rinaldis, presidente dell’Associazione albergatori riminesi – sta avvicinando sempre più ragazzi, anche studenti universitari, al comparto turistico-alberghiero. E il motivo è presto spiegato. I giovani, potendo lavorare quattro ore al giorno, con tanto di riposo settimanale previsto dal contratto nazionale, riescono finalmente a far coesistere due desideri: quello occupazionale con quello del tempo libero, quello dell’impegno con quello del divertimento». Una sorta di panacea, dunque. Che il sistema economico della Riviera ha dovuto involontariamente adottare per andare incontro alle richieste della clientela. Spiega Rinaldis: «Sono sempre di più gli alberghi riminesi stagionali che stanno eliminando il servizio di pensione completa, dal quale i turisti sembrano allontanarsi, per adottare quello di mezza pensione se non, addirittura, di solo pernottamento e prima colazione. E sono sempre di più i contratti part-time o ad orario ridotto che gli albergatori stanno siglando con giovani e studenti».

Servizi e pianta organica

Insomma, quel ritorno al passato che molti operatori turistici riminesi auspicavano sembra vicino alla concretizzazione. E quelle lamentele d’inizio estate provocate dalla carenza di manodopera negli alberghi e nei ristoranti quest’anno sembrano essersi affievolite. «Meno cucine attive ci sono, meno personale ci sarà da assumere – puntualizza la rappresentante degli albergatori -, questo è evidente. Diciamo, quindi, che quel 15% di camerieri che ad inizio stagione dovesse venire a mancare, rappresenterà un dato fisiologico, quasi naturale, che nel pieno dell’estate sarà destinato a rientrare, fino a sparire. Niente a che vedere con quello che succedeva qualche anno fa, quando eravamo davvero all’emergenza». E tutto questo grazie ai nuovi modelli di gestione alberghiera che, eliminando alcuni servizi, sgonfiano di fatto le piante organiche di un bel numero di profili professionali.

La formule richieste

«Non solo – precisa però Rinaldis -. Perché la novità che ha davvero cambiato tutto è stato l’arrivo di questa forma tutta nuova di vacanza che spinge il turista a vivere di più il territorio e meno l’hotel, con pranzi o cene consumati fuori se non addirittura intere giornate trascorse alla scoperta di borghi, paesaggi, atmosfere riminese, con mangiate in trattorie tipiche o in locali vista mare». Per la serie, meno servizi da coprire, meno lavoratori da assumere. «Ma soprattutto più dipendenti ad orario ridotto da inserire in organico – conclude la presidente di Federalberghi Rimini -. Forma contrattuale, questa, fortemente ricercata dai giovani e dagli studenti che, lavorando solo la mattina, per le colazioni, o a pranzo, possono poi dedicare il resto della giornata a viversi a pieno l’estate, tra aperitivi, spiagge e discoteche. Coniugando lavoro e tempo libero».

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