«La custodia dei gioielli e dei beni di valore è a carico dell’ospite». È quanto precisa la gestione delle house boat del Marina di Rimini, chiarendo la propria posizione in merito al recente furto che ha portato alla sparizione di preziosi per circa 50mila euro. «Il Marina di Rimini, pertanto, non riveste - se non appositamente richiesto e convenzionato - il ruolo di depositario o custode dei beni personali introdotti all’interno delle unità abitative, né assume obblighi di vigilanza sugli stessi». La società dunque, pur esprimendo vicinanza al cliente e piena fiducia nell'operato delle forze dell'ordine, puntualizza che il contratto di affitto sottoscritto all’arrivo esclude responsabilità dirette della struttura per quanto riguarda gli effetti personali. «Siamo i primi ad avere interesse affinché ogni circostanza venga chiarita con il massimo rigore e nella più assoluta trasparenza», dichiarano dai vertici, pronti a difendere la reputazione del complesso turistico contro eventuali accuse di negligenza.
La parola passa ora agli inquirenti, che lavorano per ricostruire quanto accaduto in una delle strutture simbolo dell'accoglienza portuale riminese, da oltre vent'anni punto di riferimento per il turismo nautico locale.