Scopre di avere la leucemia ad una settimana dagli esami di maturità. Viene ricoverato nel reparto di Oncoematologia Pediatrica dell’Infermi. E lì trova un contesto «che ti incoraggia nel reagire alla malattia e ti dà davvero tanta forza». è il mondo della “Scuola in ospedale”, un progetto varato per la prima volta dall’Ausl Romagna e che permette ai giovani pazienti oncologici, come nel caso di uno dei ragazzi di Rimini, di sostenere gli esami in reparto. Assistiti da medici e insegnanti.
Rimini, “Ho scoperto la leucemia il 4 giugno, mi sono diplomato dall’ospedale e ora sogno l’Australia”
Da quando sei ricoverato all’Infermi?
«Dal 4 giugno».
Come hai scoperto di avere il tumore?
«Era un mesetto che avevo dei dolori alla schiena. Poi quella mattina, mentre mi stavo recando a scuola in moto, ho sentito una forte fitta alle costole. Così, invece, di andare in classe mi sono diretto al Pronto soccorso dell’Infermi, dove mi hanno diagnosticato la leucemia».
Scuola finita quindi?
«Assolutamente no. Perché oltre alla chemio i dottori, tutti fantastici, così come i miei insegnanti, che ringrazio, mi hanno messo nelle condizioni di effettuare gli esami in uno speciale reparto creato ad hoc per queste evenienze, nell’ambito del progetto “Scuola ospedale” dell’Ausl Romagna».
E come sono andati gli esami?
«Bene, mi sono diplomato con 75-100».
Adesso università?
«Veramente, prima di scoprire la malattia, pensavo ad un’esperienza lavorativa all’estero. Magari in Australia. Cosa che farò una volta guarito, magari tra un paio d’anni».
A cure concluse...
«Certo. I medici mi hanno detto che dovrò seguire un trattamento di chemio per nove mesi, dopodiché per un altro anno dovrò rimanere sotto il controllo. Una volta terminata questa fase potrò, finalmente, andare in Australia. Intanto, non vedo l’ora di tornare a casa. Se gli esami del sangue andranno bene, sarò dimesso nel fine settimana».
Che cosa ti senti di dire ad un ragazzo come te, che sta vivendo la tua stessa esperienza?
«Di pensare in positivo. Perché la leucemia o il tumore sono solo due termini medici che fanno paura ma che oggi sono curabilissimi. E sono anche più comuni di quanto si possa pensare. Alla fine è una patologia con la quale dobbiamo convivere».