Rimini. Gli hotel a caccia di personale, Federalberghi: “Stipendi più alti, così troveremo chi assumere”

Rimini

«Organici sgonfi e manodopera difficile da trovare potrebbero diventare un lontano ricordo. La situazione sembra essersi sbloccata. Non totalmente, ma i segnali positivi ci sono tutti: i giovani si stanno pian pianino riavvicinando alla professione». Alessandro Giorgetti, presidente di Federalberghi Emilia Romagna, esprime ottimismo per l’estate 2026. Grazie alle garanzie economiche che il nuovo contratto nazionale dei lavoratori del comparto ricettivo-alberghiero offre a chi è in cerca di occupazione.

L’accordo fatto

«Se gli albergatori non vogliono problemi col personale – avverte Giorgetti – è bene che adottino i contratti più rappresentativi, come quello che, come Federalberghi, abbiamo siglato nel 2025 con la Cgil-Cisl-Uil. Un contratto che riconosce ad una cameriera ai piani o a un cameriere di sala neo assunti, privi, cioè, di esperienza, almeno 1700-1800 euro netti al mese. Fino a superare i 2.000 euro mensili nel caso di figure professionali qualificate. Il tutto, poi, per un orario di 6,40 giornaliere, con un giorno di riposo settimanale. Insomma – continua il presidente di Federalberghi - sarà per via di questo nuovo contratto che riconosce stipendi più carichi, sarà per un settore, come quello turistico, in deciso rilancio, fatto sta che, in questo periodo, gli alberghi della Riviera, molti anche quelli riminesi, stanno ricevendo telefonate di giovani in cerca di lavoro. Cosa che da qualche anno non si verificava più».

Occasione da non perdere

Organici vuoti addio, dunque. Come nel passato, quando la “stagione” rappresentava per molti studenti o neo-diplomati l’occasione da non perdere per guadagnare qualcosa ed entrare nel mondo del lavoro.

«Non siamo alla risoluzione del problema – frena Giorgetti -, ma il trend è sicuramente cambiato. Molti, infatti, sono gli studenti degli istituti alberghieri del sud Italia che hanno ripreso a chiamare i nostri alberghi per chiedere informazioni e dirsi disponibili a salire a Rimini o a Riccione. Per questo penso che il comparto, quest’anno, incontrerà meno problemi delle estati appena trascorse, quando a giugno, luglio avevamo hotel in sofferenza anche di due, tre camerieri di sala. Comunque, un primo test lo avremo subito. Ai primi di aprile. In occasione delle festività pasquali».

I rischi da non correre

Una cosa, però, è certa: se al fianco di hotel che utilizzano contratti rappresentativi, ci sono strutture ricettive che, invece, adottano quelli pirati, siglati cioè da sigle sindacali non rappresentative, ecco che la strada verso l’auspicata normalizzazione del settore si complica e s’interrompe.

Avverte, allora, Patrizia Rinaldis, presidente dell’Associazione albergatori riminesi: «Scegliere contratti non rappresentativi o agenzie che offrono risparmi sulle assunzioni è rischioso. Gli albergatori, quindi, devono prestare molta attenzione per non cadere vittime di chi promette soluzioni miracolose ma in realtà vende pericolose illusioni, che possono costare caro alle imprese in termini di maggiori costi, vertenze e perdita dei benefici economici e normativi».

Chiosa Giorgetti: «Come dimostrato da una ricerca condotta da Federalberghi in collaborazione con l’Associazione per gli studi sul diritto del lavoro fondata dal professor Marco Biagi, i rischi economici connessi all’utilizzo di contratti collettivi di lavoro stipulati da associazioni datoriali e sindacali fantasma, prive, cioè, di legittimazione e rappresentatività, ammontano a circa 40 mila euro annui in più per l’azienda alberghiera utilizzatrice, perché impossibilità ad utilizzare le flessibilità previste dal nuovo contratto nazionale di lavoro del e revoca delle agevolazioni normative e contributive eventualmente ottenute».

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