Rimini. Gli affitti per i residence pronti a decollare. «Turisti in arrivo, tante famiglie in strada»

Rimini

«Pasqua è alle porte e molti nostri sfortunati concittadini, tra un po’, si ritroveranno senza più una casa. Là dove per casa intendiamo una semplice stanza di residence». Mario Galasso, direttore della Caritas diocesana, è preoccupato «per il numero elevato di riminesi in queste condizioni: centinaia di coppie, famiglie con figli, single» e, soprattutto, «per l’incapacità di trovare una soluzione al problema».

«L’economia riminese si regge sul turismo, lo sappiamo tutti – sottolinea Galasso -. E questo crea molti pro ma anche dei contro, come, ad esempio, il fenomeno delle stanze dei residence affittate, per otto mesi, a 500 euro al mese, a stranieri, ma anche a molti riminesi privi di una casa, e per i restanti quattro ai turisti con prezzi molto più alti».

E’ la logica del mercato delle vacanze, che obbliga gli imprenditori a far quadrare i conti e, per questo, a destinare le proprie strutture ricettive in tutti gli ambiti possibili (da quello turistico a quello sociale). Col risultato di dar vita ad un vero e proprio target parallelo: quello dei “disperati” in cerca di un letto. Una clientela prettamente locale che, pur disponendo di uno stipendio, non riesce a permettersi un appartamento in affitto, «perché non se ne trovano – puntualizza il direttore della Caritas – e perché, quando sono disponibili costano un occhio della testa: 750-800 euro al mese». Ecco, allora, scattare, ad ogni prima settimana di aprile, quel fenomeno tutto riminese della “grande fuga” dai residence, e, ad ogni inizio di ottobre, l’altro grande fenomeno tutto riminese del “grande ritorno” nei residence. «Proprio così – conferma Galasso -. Possiamo parlare di un vero e proprio ricambio, stagionale, di clientela. Che va avanti da anni. Addirittura da prima del covid. Senza che si riesca ad individuare un percorso alternativo. Chi opera nel sociale questo lo sa».

Un ricambio stagionale di clientela che ad ogni primavera getta centinaia di riminesi nel panico, per quel tetto sulla testa che viene a mancare. «E questo non va bene – commenta il direttore Caritas -. Perché un popolo accogliente come quello riminese, che ha fatto dell’accoglienza la base della propria economia, non dovrebbe costringere dei propri concittadini ad entrare ed uscire da una struttura ricettiva come fossero dei pacchi. Quando poi ci sono migliaia e migliaia di case sfitte».

«Solo a Rimini città – precisa l’assessore alle Politiche per la casa, Kristian Gianfreda – ne contiamo oltre 10 mila. Per la precisione 12.500 appartamenti vuoti che i proprietari non vogliono affittare». Siamo alle solite. Al solito problema della casa che c’è, ma che non si trova. Osserva, allora, Galasso: «Comprendo che un proprietario di appartamento, per paura di ritrovarsi con un inquilino moroso e col rischio di dover portare avanti una causa di sfratto lunga e costosa, preferisca tenere l’abitazione vuota. Ma adesso ci sono tante garanzie, che lo metterebbero al riparo da ogni rischio». Tutele economiche, che lo stesso assessore Gianfreda elenca: «Come Comune abbiamo creato un fondo “salva affitti”. Che scatta al momento della stipula del contratto di locazione a canone calmierato e che destina 10 mila euro ad ogni proprietario di casa. Così ripartiti: 6 mila euro per lavori di manutenzione e per eventuali danni provocati dall’inquilino all’immobile; 4 mila euro a copertura delle eventuali rette d’affitto non saldate dall’inquilino moroso». Conclude, allora, Galasso: «Vorrei lanciare un appello ai riminesi proprietari di seconde abitazioni. Mettetele sul mercato degli affitti lunghi, a canone calmierato. Come garanzia avrete il Comune, ma anche la Caritas che interverrà con ulteriori tutele a vostro vantaggio».

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