Questa mattina al monumento “Biblioteca di Pietra” si è svolta la cerimonia di commemorazione per il ‘Giorno del Ricordo’, caratterizzata dalla partecipazione sentita e toccante degli studenti della quinta classe del Liceo Classico “Giulio Cesare” di Rimini. I giovani hanno animato la celebrazione con riflessioni da loro elaborate e recitate, offrendo una testimonianza di memoria consapevole e matura davanti alle autorità, ai rappresentanti delle associazioni e ai cittadini presenti.
“Ci sono momenti della storia in cui un’intera comunità viene messa alla prova oltre ogni limite immaginabile. Momenti in cui ciò che sembra stabile - la casa, la lingua, la terra, persino il proprio nome - viene improvvisamente messo in discussione. E in quei momenti che si misura la fragilità dell’essere umano, ma anche la sua capacità di resistere. Le vicende delle foibe e dell’esodo giuliano dalmata appartengono a questa dimensione: non solo un trauma storico, ma un trauma umano”.
“Oggi ricordiamo le vittime delle foibe e l’esodo degli italiani dall’Istria, da Fiume e dalla Dalmazia. Noi studenti, insieme alla nostra insegnante, pensiamo di doverlo fare senza retorica e senza semplificazioni, perché la memoria, per essere giusta, ha bisogno di misura e di verità. Soprattutto su una pagina della storia come questa, che troppo a lungo ha creato divisioni in passato. Una memoria storica matura invece non cancella, non semplifica, non grida. Ascolta. E nel farlo costruisce cittadinanza”.
“Ricordare le foibe e l’esodo significa affermare un principio semplice e necessario: nessuna causa politica, nazionale o ideologica può giustificare la violenza contro i civili, l’eliminazione dell’altro, la cancellazione forzata di una comunità. I confini cambiano, i regimi passano, ma le conseguenze della violenza restano per sempre nelle vite delle persone. Coltivare una memoria equilibrata è un atto di responsabilità verso la storia e verso il futuro”.
Sono solo alcuni passaggi delle tante parole scritte e lette dagli studenti, che questa mattina sulla palata del porto, hanno toccato il cuore dei presenti, richiamando l’attenzione sulla necessità di un ricordo equilibrato e rispettoso.
Durante la cerimonia, prima delle riflessioni dei ragazzi, sono intervenuti l’assessora del Comune di Rimini Francesca Mattei, Giovanni Ruzzier, esule da Pirano e referente dell’Unione degli Istriani, Mattia Vitelli Casella, referente del Comitato 10 febbraio e Vittorio D’Augusta, artista riminese ma fiumano di nascita, che ha realizzato il monumento “Una Biblioteca di Pietra” posizionato sulla scogliera del porto.
Alla presenza di autorità civili e militari e delle associazioni con labari e bandiere, è stata deposta una corona di alloro ai piedi del monumento dedicato in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata e delle vicende del confine orientale, inaugurato proprio il 10 febbraio 2014 in occasione della ‘Giornata del Ricordo’, istituita dalla legge n. 92 del 30 marzo 2004. Un monumento costituito da un leggio che riporta una targa commemorativa e da trenta targhette poste sui sassi che delimitano il camminamento della scogliera, su cui sono incisi i nomi di scrittori e intellettuali di quelle terre di confine con il titolo di una loro opera, un simbolo sobrio e inequivocabile di memoria che si protende verso il mare.