Rimini, Giglio e Lucilla: i cani in fuga da casa ritrovati a 100 chilometri di distanza

Rimini

È una storia a lieto fine quella vissuta da Giglio e Lucilla, due cani adulti e un po’ timidi, accolti per lungo tempo dal rifugio “La casa selvatica” di Sant’Agata Feltria prima di essere adottati da una famiglia della Valconca nel marzo scorso. A sparigliare le carte, forse, è stata una feroce nostalgia.

Anziché godersi un nuovo inizio, i due cani di sette e otto anni, incroci di golden retriver e maremmano, sono riusciti a scappare attraverso un buco scavato nella recinzione del giardino della nuova dimora.

Il tentativo

La ricerca dei quattrozampe è scattata subito grazie al tam tam lanciato sui social e sui gruppi WhatsApp: una mobilitazione di massa per cercare di riacciuffarli. Sono stati avvistati a più riprese: prima a pochi chilometri da casa nelle zone di Saludecio e Mondaino. Poi sempre più lontano.

Nei giorni seguenti, pur avendo a disposizione cibo e attenzioni dalla gente, Giglio e Lucilla si sono separati.

«Forse volevano tornare a “La casa selvatica” - racconta Dacia Manto che ha fondato il rifugio ora trasferito in provincia di Piacenza - luogo che reputavano l’unico porto sicuro». Ma qualcosa è andato storto. Vuoi il senso dell’orientamento andato in tilt o le forze che andavano scemando.

I dettagli

Ricerche e appelli, però, non si sono mai fermati fino ad arrivare al doppio salvataggio, avvenuto in due momenti diversi. Lucilla è stata recuperata a due settimane dalla fuga, sulle colline sopra Ca’ Gallo (in provincia di Urbino), lontana 20 chilometri da Saludecio e dai nuovi padroni che l’avevano adottata. Ma riabbracciarla non è stato semplice: sono stati necessari: appostamenti, raffiche di volantini e un’infinità di sentieri macinati sulle sue tracce proprio da Dacia, giunta in trasferta assieme alla lupa Brita, indispensabile proprio per riportare i cani a casa.

Ancora più suspense ha riservato l’avventura di Giglio del quale, per un certo periodo si sono anche perse le tracce, finchè dopo tre settimane di vagabondaggio, è stato ritrovato nella zona industriale di Ancona a ben cento chilometri di distanza dalla Valconca.

Ora che i due amici si sono finalmente riuniti, Dacia ringrazia gli abitanti e le comunità di Mondaino, Saludecio e dintorni «per la sensibilità e l’accoglienza dimostrate» incluse le soste al bar e le prelibatezze dispensate da un negozio di alimentari al mattino presto.

«Ovunque tra le stradine dei due borghi - ricorda - si parlava di Giglio e Lucilla seguendo le loro peripezie e commuovendosi per questa storia. Ora so che resteranno per molto tempo nel cuore di tanti romagnoli oltre che, per sempre, nei nostri».

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